Feb 17

Padova: il ritorno di Illusion Optique

Ippodromo PadovaGrande domenica alle Padovanelle, con i primi tepori di una ancora lontana primavera ad annunciare eccellenti rientri agonistici nel clou, dove la prestigiosa livrea dell'Allevamento La Perla presenta la reginetta Illusion Optique. Miglio per sette nella sfida più ricca del pomeriggio, con la facoltosa lady allenata e guidata da Remigio Talpo in pista per testare la condizione, trovando sulla sua strada le rodate forme di Impetuoso Trio, probabile battistrada, Issima Font, sempre temibile in tattica di rimessa e di Incanto Bi, un portacolori del team Biasuzzi dalle indubbie doti atletiche. Ad un centrale lineare nel suo svolgimento tattico e aperto a svariate soluzioni tattiche, fa da contraltare la prova di spalla, dove in un contesto affollato, ben undici agguerriti gentleman daranno vita ad un handicap che ha in Diamante Frm il probabile leader e in Eugene Trio, Ecume Des Jours due inseguitori dalla forma al top e dal consolidato feeling con lo schema. Alle 15.15 occhi puntati sulla prima corsa, dove Luna Santacroce abbassa le pretese e trova un gruppetto di coetanee piuttosto malleabili ad eccezione della lagunare Lora Di Jesolo, primo atout di giornata del plurimpegnato Roberto Andreghetti, che alla seconda indica in Icor Crown, affidatogli da Gianfranco Cardin, un buon prospetto in chiave podio, temendo nel frangente la forma di Iceman Gar e la qualità di Ivory Roc. Tornano i nati nel 2005 per consegnare i galloni di favorito della terza corsa alla promettente Lovely Fame, mentre alla quarta, Fancy Bi e Forte K Jet daranno vita ad un incerto match, con Bady Lemon e Diacrona in lizza alla settima. Il convegno volge verso l'epilogo, ma prima dei saluti, all'ottava, attenzione a Iron Horse, che Alberto Zagni riceve in grande forma dal nuovo trainer Massimo Trevellin, presente anche in qualità di allenatore anche del tenace Inquist, affidato a Roberto Michelotto, mentre alla nona, modesta tecnicamente anche se piuttosto omogenea nei valori in campo, azzardiamo Gaya del Ronco, dalla forma poco evidente ma ben guidata e grintosa lungo il percorso.

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