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Merano: Richard, dominio assoluto di Sharstar

Ippodromo MeranoLe incognite dovute al primo confronto con un anziano sono state accantonate all’arginello, divorato, e spazzate via nell’arco di curva che lo separa dalla siepe della dirittura d’arrivo, quando ha liquidato Czat in un amen. Non si lesini nei superlativi per definirlo, Sharstar è perfetta macchina da corsa, cuore testa e killer instinct su un telaio magari non appariscente ma efficacissimo. L’esito del Richard, lo steeple gruppo 2 che apre la stagione clou di Maia, ha scritto a chiare lettere il suo esito: c’è un cavallo da Gran Premio, a quattro anni è una sfida da non poco ma quanto dimostrato in pista fa sbilanciare anche il proprietario Rodolfo Casieri fino a ieri molto equilibrato nonostante la suite di successi del suo pupillo: “Il Merano – ha dichiarato – è da prendere in considerazione”. Conosciuta l’ambizione di Favero e la sua consapevolezza di ospitare un crack in scuderia, è azzardato ipotizzare per Sharstar un fine settembre in vacanza. La cronaca della corsa è presto fatta. Czat al comando come da copione, Sharstar di vedetta senza mai lasciare l’avversario annunciato a più di un paio di lunghezze, gli altri compatti a ritmi tutt’altro che forsennati e Faltejsek a sudare le proverbiali sette camicie per ridurre a ragione Majkov, il secondo targato Casieri. Czat premeva gradualmente sull’acceleratore all’uscita della penultima piegata, Sharstar non si scomponeva e gli rimaneva in scia assieme a Majkov e Miss Gabriella, poi a metà dell’ultima bastava una manciata di falcate per mandare i titoli di coda. Il finale era passerella, Sharstar in tutta spigliatezza a raccogliere la meritatissima ovazione, gli altri a galoppare piano. Czat salvava il secondo posto, terzo finiva ancora Majkov, quindi El Marunat e Sarabanda Heat a premio poi Missa Gabriella con qualche problema nel finale. Sharstar punto e a capo, insomma. “Vediamo le prossime settimane, valutiamo lo stato di forma, attendiamo gli annunci stranieri – commentava prudentemente Favero nel dopo corsa stringendo mani a destra e a manca – poi decideremo, di concerto con il proprietario, l’opzione Gran Premio”. Come sempre di poche parole, ma visibilmente raggiante, Raffaele Romano: “Non si è tolto la consueta pigrizia durante il percorso, ma quando gli ho chiesto l’allungo non ce n’è stato per nessuno”. E sull’onda Romano subito dopo ha centrato il bis (e Favero il tris) dosando Exaggerate sulle siepi per giovani del Lions Club Maiense, per venire a vincere in carrozza su Cassios, dietro ai quali finivano vicini Tesone e Ferdecaval. Siba sugli scudi, invece, nel Vallelunga, lo steeple nel quale con senso della misura nel risparmiare le forze e tempismo, Faltejsek ha pilotato Abbashan al comando da un capo all’altro. Ha deciso lui i ritmi, quando alzare i giri della corsa, e in retta si è presentato a tu per tu con Zarewitch ma non ne ha voluto sapere di cedere la leadership, mentre Altrove in corda fulminava lo stesso Zarewitch per il posto d’onore.Nel cross in apertura di giornata, 5.000 metri del Premio Associazione Arma di Cavalleria, Black Diamond ha dimostrato che non teme le lunghe distanze e che per il Nazioni si dovranno fare i conti con lui. Parziale battuta a vuoto per il re della disciplina Fatal Mac, costretto a piegare il capo anche al tenace Sergente Garcia. Schema di corsa regolato dal Sergente che guidava il plotoncino fino alla triplice indigesta ad Iseia, nel rimanente trasferimento Fatal Mac punzecchiava senza troppa convinzione il leader e allora quando scoccava l’ora decisiva Bartos rompeva gli indugi, entrava in testa sull’ultima piegata e piazzava l’allungo al quale gli altri non riuscivano a replicare. Dopo l’ultima siepe Bartos si limitava a controllare, Fatal Mac tentava l’ultimo assalto ma pagava lo sforzo e Sergente allo steccato rientrava per la seconda piazza. Fra i Gr, Bozza e Waldbrand hanno disposto come hanno voluto dei pochi avversari nel Clemente Papi sui 2.200, stessa distanza e altro canter quello di Casieri e Firmamento nel Lago di Garda, Kukoriza Janos ha invece beffato sul palo He’s My Best sul miglio del Tesimo.E in chiusura di giornata, applausi a scena aperta per le vecchie glorie che in pista poi tanto vecchie non sono sembrate visto il polso della corsa. Ha vinto Maurizio Moretti, che con inveterata freddezza ha trovato traiettoria interna liquidando gli avversari ai duecento, finale palpitante per le piazza con lo spunto di Francis Jautee su Ferdinando Saggiomo e Pietro Cadeddu. Grande festa nel parterre per la premiazione – fra gli altri, riconoscimento alla carriera per Gian Antonio Colleo - condita da inevitabile nostalgia, e tanti complimenti a Johanna “Aska” Patejuk, infaticabile organizzatrice dell’evento. Prossima giornata di corse domenica 7 settembre, con il Premio Unire nel quale sono attesi i top italiani – da Ajvazovski a Monsun Air e Kandinskiy – in preparazione del “Merano”.

Foto Arigossi - Merano

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