Set 15

Merano: il tempismo di Vana

Ippodromo MeranoDecima giornata della riunione estivo-autunnaleIl tempismo di VanaParacchini signore della Gran SiepiVernar batte un colpo in chiave Gran PremioL’autunno arrivato in una notte porta il raffreddore ai nostri mentre Vana dopo una stagione con molti scuri e pochi chiari arriva al top al momento giusto. Questo il precipitato della giornata della Gran Siepi di Paracchini e del segnale di Vernar in ottica Gran Premio. E i nostri? Più o meno naufragati nella vasca di Maia riempita dal cielo plumbeo – come gli umori all’ippodromo. Terra Romana ci ha provato con coraggio ma ha chiuso terza, Pauo ha dimostrato ancora una volta di far fatica a digerire la pista scivolando in ricezione a un giro dalla fine, mentre nello steeple Monsun Air ha scodellato Fuhrmann a terra al doppio travone. Un po’ meglio Asselin quarto non lontanissimo. L’adesione al “Merano” rimane in ballo per entrambi.Come da copione, la 54ª edizione della Corsa Siepi di Merano è partita sotto cadenza di Charccari che ha subito imposto al plotoncino una marcia sostenuta. In fila indiana chiusa da Paracchini (favorito a mezzo) e Terra Romana i cinque hanno ordinatamente coperto i primi due terzi dei 4.000 metri aggrediti con la palude sotto gli zoccoli, per poi ricompattarsi al penultimo passaggio sotto le tribune. La cronaca perdeva Pauo che sdrucciolava in fase di atterraggio dopo la siepe prima dell’ingresso in curva di Marlengo, quindi il battistrada insisteva in avanti nonostante il pressing di Paracchini (“non mi aspettavo una resistenza tale da parte di Charccari”, avrebbe commentato Bartos nel dopo corsa), Terra Romana rimaneva in scia senza però riuscire ad intervenire mentre Sherento alzava bandiera bianca a metà del rettilineo opposto – per finire quarto a distanza e rientrare probabilmente acciaccato. All’ingresso in dirittura Terra dava l’impressione di difettare in incisività, altro discorso per Paracchini che affiancava Charccari sull’ultima e in un amen piazzava il cambio di rapporto risolutore con potenza impressionante dopo una maratona faticosissima. Dietro, Charccari e Terra Romana tenevano la posizione. Alle spalle di Sherento, anche Pauo rimontato chiudeva il percorso.Prende dunque ancora una volta la strada per la Repubblica Ceca la Gran Siepi di Merano. “Tutto secondo i piani – è il commento di Vana – la corsa si è sviluppata come avevamo studiato a tavolino e Paracchini ha risposto come pensavamo”. Gli fa eco Josef Bartos, puntualizzando che però si sarebbe aspettato una Terra Romana un po’ più all’avanguardia durante il percorso. È quanto sottolinea con una punta di amarezza Simone Pugnotti: “Vincere magari no, ma rimanendo più vicini per la piazza ce la saremmo giocata. Recuperare metri da dietro su questo terreno non è cosa facile”. Lo Spegasso, steeple grande sui 3.900 metri, doveva dare risposte in ottica Gran Premio e le ha date: Vernar è carico come una molla nel momento del dunque, allo stesso tempo a Monsun Air girano tutte storte, Asselin è piaciuto ma manca ancora il salto di qualità. Ritmi blandi all’inizio e allora era Gont a prendere l’iniziativa con Vernar fido scudiero, a Majkov mancava il terreno sotto i piedi al siepone e salutava la scena, tutti bene alla fence ma lo scossone non tardava ad arrivare e al primo passaggio al doppio travone Fuhrmann atterrava male perdendo l’equlibrio e con esso la chance di misurare la preparazione di Monsun. La progressione dei cechi in avanscoperta scremava la compagnia e Vernar passava al verticale per decidere che oggi era il suo giorno, e infatti non veniva più insidiato; Gont rimaneva in quota così come Duero (anche per lui rimane aperta la chance Gran Premio), quarto chiudeva Asselin, tutti in meno di 15 lunghezze.Nella prova sui salti riservata ai tre anni, Premio Slingia per seconde linee, il terreno ha scombussolato le carte ed è spuntato Tripper’s Wing con tattica “parti in testa e cammina”. Detto, fatto: Ferdecaval lo ha seguito sul palo dietro di 10 lunghezze, poi Starting Line, deludente l’atteso Kraus. Falcidiato dalle cadute il cross per cui Sergente Garcia e Raffaele Romano hanno dovuto penare ben poco per portare in bacheca l’ennesimo trofeo di una carriera infinita. Solo il compagno di scuderia Sir Bahhare sul traguardo con lui, gli altri interpreti disseminati sul tracciato alla rincorsa dei cavalli scossi per risaltare in sella. I più lesti erano Clue e Italian Legend, terzo e quarto nell’ordine d’arrivo. Gli avversari più temibili, Iseia e Jaroslawiec, si erano tolti di mezzo pattinando all’imbocco del laghetto.Gentil sesso dominante nelle delle tre piane per Gr e amazzoni del pomeriggio. Shanner e Maria Moneta hanno sorpreso tutti nel Premio Sai Assicurazioni sul miglio e mezzo, grazie a uno spunto ai titoli di coda quando la partita sembrava un film tra Vency (poi secondo) e Lector (terzo). Con autorità Gently Chime e Claudia Wendel si sono imposti nel San Genesio (1.900) sfuggendo al finale indiavolato di Mefistofele. Infine, in chiusura di convegno, ancora Astor e Ilaria Saggiomo a segno con consueta strategia all’avanguardia e ferrea tenacia nelle battute conclusive tale da rendere vana l’estrema rincorsa di Avid Of Glory e Darim.La prossima giornata di corse è in programma domenica 21 agosto: il Premio Ettore Tagliabue elegge il miglior giovane saltatore della stagione di Maia.
Foto Arigossi - Merano

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