Set 30

Merano: un sogno chiamato Sharstar

Ippodromo Merano“È il cavallo che può fare da volano all’ostacolismo”. Come non allinearsi alle parole di Paolo Favero? Sharstar ha emozionato e dominato, ha lasciato per strada gli avversari, è venuto a raccogliere il tributo dei 9.000 delle tribune di Maia accorsi a lustrarsi gli occhi davanti alla passerella del baio di Rodolfo Casieri. Signori giù il cappello, abbiamo davanti un campione in senso assoluto. Il 69° Gran Premio Merano Forst è suo, fortissimamente suo. Sharstar ha aggiunto la perla più rara a una incredibile collezione di successi, 12 su 13 esibizioni sui salti.Il pomeriggio di Maia è l’orgogliosa risposta di un ippodromo glorioso che navigando in acque tempestose estrae dal cilindro una magia. Una cornice mozzafiato sulla quale gli attori hanno magistralmente recitato un copione orchestrato da una regia illuminata, in cui il protagonista annunciato ha saputo guadagnarsi l’Oscar. Sharstar ha corso come sa e come doveva fare, così come Favero e Romano si aspettavano e volevano. Sempre vicino a L’As de Pembo, loro avversario e loro riferimento, sempre al risparmio e senza sbavature come ci ha abituati, sbattendo in faccia alla compagnia un finale da urlo. Come se arrivasse da una passeggiata. Tanto che Raffaele Romano – impeccabile ai comandi dell’ “ufo” di Casieri - non ha resistito a uno slancio di improvvisazione nel tagliare il traguardo, levandosi il cap in segno di omaggio a Sharstar e agli applausi della platea in visibilio. Non c’era più bisogno di affannarsi tanto, L’As de Pembo era stato volato via in poche folate all’ingresso in dirittura; gli altri, sgretolati. Alla sua maniera, con quel suo incedere sicuro e poco appariscente ma maledettamente efficace che gli consente di presentarsi fresco come una rosa quando gli altri sono alla frutta. “E’ sempre pigro, ma ormai ci sono abituato – ha commentato Romano dopo il salto alla Frankie Dettori al dissellaggio – tanto so che quando c’è da andare cambia marcia”. Il consueto aplomb contraddistingue Rodolfo Casieri anche dopo la vittoria più grande: “Tutto fantastico, pubblico compreso. Sharstar è un cavallo dal cuore immenso, che oggi mi ha fatto perdere due anni di vita per l’emozione. Il sogno di ogni proprietario”.Sharstar, Sharstar, Sharstar. Ha letteralmente rubato la scena, ma ovviamente non c’era solo lui. Anzi, è stata una corsa dai tanti contenuti. Kan Nejd, l’ “altro” francese, ha provato a inscenare la sua solita corsa all’avanguardia ma ne aveva molto meno dell’anno scorso e ha ceduto il comando a L’As de Pembo piuttosto presto. L’allievo di Macaire ha menato le danze a buon ritmo, tanto da allungare il gruppo lungo la marcia, con Masini sempre alla sua coda così come Sharstar (favorito della punta a poco più della pari). Kandinskiy su terreno sgradito a sbagliato le parabole fin dall’inizio fino a scaraventare di sella Faltejsek alla fence, poi all’oxer capitolava anche Vernar, la freccia ceca sulla carta più acuminata. All’uscita della diagonale assieme a L’As de Pembo, Sharstar e Masini alla testa del gruppo si affacciava anche Duero, che con i due più attesi sulla dirittura di fronte lanciava la lunga progressione che Masini non riusciva a tamponare. Unica lieve incertezza di Sharstar al muro sulla retta di fronte, così l’As de Pembo entrava sull’ultima piegata davanti a tutti con Sharstar e ancora Duero alle spalle. Ma dopo l’arginello di metà piegata Raffaele Romano cambiava marcia, sfruttava il varco alla corda e si presentava in retta già in vantaggio. Un solco che dopo l’ultima siepe veniva in un amen trasformato in margine di sicurezza che mandava in onda il finale sopra raccontato. L’As de Pembo chiudeva orgogliosamente secondo a tre lunghezze di distanza, Masini trovava dall’infinito serbatoio della classe la gamba per riagguantare Duero in debito di ossigeno. Poi il resto della ciurma, Asselin quinto di un nulla su Monsun Air, gli altri dispersi.E ora? Il quattro anni ha dato la paga agli anziani, senza se e senza ma. “È davanti agli occhi di tutti – chiosa Paolo Favero che, alla pari di Romano, bissa così il successo di Halling Joy dello scorso settembre - a Sharstar nessun traguardo è precluso. In Italia ora non ha programma, a bocce ferme valuteremo l’opportunità di affrontare una trasferta in Francia a fine ottobre. Altrimenti vacanza, e ripresa in vista della primavera milanese”. Il resto del grande epilogo stagionale di Maia ha evidentemente adombrato il contorno che a comunque vissuto di interessanti spunti. Sottoclou del convegno era la Corsa Siepi dei 4 anni che aveva aperto il pomeriggio con la sorpresa Terebesz che Kousek era stato capace di graduare sapientemente al comando da un capo all’altro, respingendo gli attacchi dello strafavorito Algol, addirittura terzo nell’ordine d’arrivo in quanto giustiziato per la seconda moneta da un Galandas al rientro, ben pilotato da un altro rientrante, Christophe Monjon. Ancora sugli ostacoli bassi del Gran Premio dei Giovani, Columbu ha sospinto un convincente Fatal Ridge all’affermazione su Sleep Alone, mentre nell’ultima prova in siepi, il Premio Wegleiter riservato ai tre anni, un tenace Sharpmon respingeva di una testa l’ostico affondo di Ronino.Anche i gentelemen e le amazzoni disputavano i loro “Gran Premi”. Il Goldegg, maratona del piano con i suoi 3.000 metri, ha visto primeggiare la storica giubba cremisi dell’Emmegi, ovvero Pinuccio Molteni, grazie alla tenacia di Lanoline e di Riccardo Belluco, capace di risolvere a suo favore l’entusiasmante duello con Fais su Dagnente nonostante la sella gli fosse scivolata all’indietro nelle battute decisive. Solo il fotofinish ha separato i due, il terzo, God Gallery, ha chiuso a dieci lunghezze.Nel Premio Trofeo Amazzoni Palace-Ceska sui 2.200 metri la brava Maria Moneta ha “lasciato fare” Shanner portando a casa il secondo successo consecutivo a Maia ai danni di Boscoforte. Infine, Emblade è emerso nel campo affollato del Premio Lucchesi sul miglio, nonostante il coraggioso tentativo di Mister Menu.Con il pomeriggio del Gran Premio si chiude la stagione 2008 dell’ippodromo meranese, unica coda la tradizionale Maiaoktoberfest in programma domenica 12 ottobre con le corse dei cavalli Haflinger e il suo carico di folclore.
Foto Arigossi - Merano

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