Ago 8

Merano: cocktail estivo

Ippodromo MeranoVive di un gradevole cocktail ostacoli-piano il quarto pomeriggio estivo di Maia. Tre parti su sette sono riservate ai saltatori, l’ingrediente più prezioso è l’Unag per steepler di quattro anni, mentre in piano i jockey professionisti scendono in pista quattro volte: il Bolzano, condizionata sul miglio e mezzo, è il piatto più stuzzicante. Non si distingue per abbondanza di partenti, questo Unag (condizionata sui 3.800) in versione sintetica. Eppure le ambizioni non possono mancare, anche perché all’orizzonte c’è il Premio Richard e qualcuno tra gli italiani deve tirare delle somme prima di dichiarare le proprie aspirazioni. Le migliori impressioni, a primavera, le ha destate Crocicchio, che dopo campagne sottotono a Roma e Pisa a Merano ha sfoderato un crescendo culminato con un convincente successo nel Something Special il 21 giugno. Vinse battendo nettamente Vency, il portacolori Siba che a sette giorni di distanza mise il muso davanti a tutti nell’Ocean. La scarsa consistenza delle opposizioni trovate dai due è però fermo piedistallo per i loro detrattori. Il discorso non vale per il più qualitativo dei prescelti di Favero, quel Luxury Baby che, come confessa il trainer, «deve trovare la giornata giusta». E in effetti il carattere umorale del grigio pupillo di Cellina von Mannstein ha equamente dispensato gioie e dolori. Poche certezze e tante speranze, insomma, da misurare con Silver Regent, unico reduce del Vanoni. Nella classica per steepler alle prime armi, il baio di Vana non sfigurò, anzi, chiudendo terzo, pur senza riuscire ad avvicinare Sharpmon in stato di grazia ma a una sola testa da Maple Drive. Da est in arrivo anche Crystalic, dalle nostre parti ha sparato qualche cartuccia senza mai centrare il bersaglio e anche in patria sembra faticare a trovare gloria. Corrono in steeple anche i più anziani, sui 3.550 del Val Senales (ascendente), nobilitato dalla presenza di Poggio Torselli, ricomparso a primavera dopo lunga sosta ai box e subito vincente. Con la classe dovrà sopperire a una perizia che non l’aiuta mentre il peso favorisce Miss Gabriella, brava ma sfortunata in precedenti occasioni.Anche il cross è per pochi, ma nella disciplina sono veramente buoni. Nel Raffaele Ammirato, Favero schiera Fatal Mac e già basterebbe. Ma l’avversario lungo il percorso da 4.100 metri è di quelli tosti e si chiama Lutin des Bordes. Nobil è ormai una star dei percorsi campagnoli e definirlo terzo incomodo pare quasi riduttivo. La presenza di Sagwan dà altro sale alla corsa.Nel piano, articolato il campo partenti del Bolzano, condizionata sui 2.400 dotato di 24 mila euro che richiamano soggetti di rango, qualche punto interrogativo e una buona dose di ospiti stranieri. New entry a Merano è Duffy Duck. Ricompare da inizio giugno, sfogliando il suo curriculum lo si vede gareggiare – con discreti esiti – assieme alle fuoriserie. Discorso diverso per Avid of Glory, ormai un habitué tanto della pista di Maia quanto del suo traguardo, basti pensare che nelle sette esibizioni negli ultimi dodici mesi il pupillo di Lener non è mai andato al di là del terzo posto. Si potrà obiettare che in talune occasioni gli avversari erano ben meno tosti di questi, ma non nel Novacella, per esempio, quando finì davanti a More Solito anche lui della partita, dove giunge reduce dall’esaltante galoppata nel Vipiteno (Jockey Cup di metà luglio), quando Davy Bonilla lo trascinò davanti a tutti (fra l’altro prendendosi la rivincita sullo stesso Avid of Glory). Ma se discutiamo di Novacella non possiamo non parlare di Maistro, il tedesco che in quell’occasione si impose strabiliando, prima di dirottare verso Milano in cerca di fortuna (senza trovarla) nel Lombardia di Papetti. E visto che si parla di stranieri, dall’Austria arriva Star’s Song, portato in giro per l’Europa da Schweigert senza particolari picchi, mentre nella sua carriera da globetrotter maggior gloria ha conosciuto lo slovacco Proud Boris, l’anno scorso secondo di Storm Mountain proprio nel Bolzano. L’orgoglioso Boris arriva sulla scorta di un quarto posto in un Gran Premio a Vienna, dove ha visto trionfare Odawar: nella capitale austriaca, questo sei anni allenato da Mathis raramente fallisce un colpo. A dirla tutta, Odawar – che allunga la distanza - a Merano ha già corso, anzi vi ha addirittura debuttato, ma era un’altra epoca. Infine, due incognite, Etno Chic che sale di categoria e Mountain of Iron al rientro dopo lungo stop. Altre tre le corse per fruste “pro”, un equilibrato Premio Racines, handicap sui 1500 per tre anni e oltre, e due reclamare per due anni sul miglio, ancora divisi per sesso.

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