Ago 23

Merano: Paracchini-Royal duello senza fine

Ippodromo MeranoI due specialisti si ritrovano sulla strada per la Grandi Siepi
Ultimi lampi di piano per “pro” con il Criterium-Trofeo Baden Baden

Il giro di boa della riunione estivo-autunnale coincide con l’ultimo convegno mix tra ostacoli e piano per jockey “pro”. Il Criterium di Merano-Trofeo Baden Baden conclude il ciclo del piano misurando buoni prospetti di due anni, mentre il Premio Azienda di Soggiorno lancia l’escalation degli ostacoli, chiamando in pista i candidati alla Gran Siepi di metà settembre.

Partiamo da quest’ultima, bella per il lustro degli attori e intrigante per le incognite figlie di rientri e tattiche dei trainer nella marcia di avvicinamento al clou meranese sui volumi minori. Negli ultimi tempi, dall’Est sugli ostacoli bassi ci hanno impartito severe lezioni e anche questa volta sarà difficile opporsi alla forza d’urto del duo Paracchini – Royal Mougins. In quest’ordine hanno chiuso, separati da una testa dopo vibrante faccia a faccia, la 1ª Gran Siepi d’Italia a giugno, lasciando agli altri le briciole. Nel precedente trial (il Pirelli), Paracchini si era già presentato semi-tirato a lucido, il Royal invece planò sul penultimo salto lasciando pensare all’inizio di una parabola discendente. Ma l’impegno successivo dimostrò il contrario. Anzi, dopo il sopra menzionato secondo posto a Maia, Royal Mougins ha voluto chiudere la prima parte di stagione assaporando almeno una volta il successo, firmando una agile promenade a Pardubice.
Paracchini, invece, si è preso tutta la vacanza e rientra proprio dalla vittoriosa battaglia di metà giugno. Che altro dire, se non che in questo momento il numero uno della specialità, alle nostre latitudini, è lui? Nell’anno solare, ha scritto il suo nome nell’albo d’oro di Gran Siepi di Merano, di Roma e d’Italia. Dal suo paraocchi rosso punta il traguardo e, se è importante, difficilmente lo fallisce. I punti interrogativi stanno in quanto Vana e Bartos decideranno di spremerlo - nel Pirelli venne infatti battuto da Galandas eroe per un giorno – e nel dazio in termini di chili.
L’opposizione italiana si organizza sul rossocrociato Dormello che schiera i suoi pezzi da novanta. Asselin sembra aver raggiunto la piena maturità, e torna ad abbassare la mira dopo una parentesi architettata sul Grande Steeple d’Europa, chiuso quarto dopo l’affermazione nel Durini. Lo affianca uno scudiero che si chiama Dannecker, eterno piazzato che assaggia per la prima volta l’otto di Maia. Anche Favero timbra il cartellino ma con profilo minore, che tradotto in nomi vuol dire Herode Quercus e Fantastic Swing di nobildonna Albertoni. La cinquina di casa nostra si chiude con Tivedo, fulmine a ciel sereno nel vincente debutto in siepi nel Cogne di fine maggio e poi tenuto nascosto da De Bortoli.
Per finire, dunque, si torna all’estero da cui scende un manipolo variegato. Gilmour e Charley sono volti noti, profili qualitativi in attesa di consacrazione. Alpha Prim è il portacolori dell’italo-polacca Stajnia Bottura, se si unisce la forma di scuderia a un terreno bagnato e a Fuhrmann in cabina di regia potrebbe riservare sorprese. Infine Pepperous, pepe della corsa per inquadrare il quale si possono incrociare alcune linee: arriva da due successi a Topolcianky che di per sé dicono poco, ma nell’ultimo ha messo gli zoccoli davanti a Saturnino, uno che alle Capannelle aveva dimostrato di saper muovere le gambe.

Il resto sui salti è per onesti routiniers. Il Rotary Club valuta la crescita dei tre anni, Favero propone un tris capitanato da Racconigi: nulla di trascendentale e allora spazio alle ipotesi di inserimento, pronti all’assalto sono Imprezer (ancora colori Bottura) e Doux Amer lanciato da Pugnotti. Steepler di varia estrazione invece nel Val di Vizze (vendere), con alcune vecchie conoscenze (Dalfors, El Marunat, Major General) e prime visioni a Maia (Le Jackpot, Next).

Il capitolo piane si impernia sul Criterium che celebra il gemellaggio tra l’ippodromo meranese e quello di Baden-Baden. Campo stringato, sono in sei, due Grizzetti due Menichetti, e uno ciascuno Botti e Gonnelli. La linea più attendibile la offre Branit (Siba), due successi di fila a Varese tra cui l’Orrigoni (con stacco netto su Frankenstein e Ninja, ambedue della partita) prima del quarto posto nel Criterium di Napoli. Lo stesso Frankenstein pare però un osso duro (ci ha provato, pur senza fortuna, anche nel De Montel) alla pari dell’altro “grizzettiano”, Lucky Job pure lui reduce da due affermazioni varesine. Tra i due dell’Olmo, Lord Lampo ha già vinto ma sempre in piste di periferia, Ninja come detto è già stato battuto da questi, un gradino sotto sembra anche Roaring.
Puledri di minori ambizioni di scena nel Lutago, i più vecchi di un anno maiden sul miglio del Colfosco, stessa distanza nell’handicap Gomagoi per tre anni e oltre.

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