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Merano: Sharpmon ammaestra un Baby mai domo

Ippodromo Merano 2Nel Richard pronostico rispettato, ma che fatica per il favorito regolare Luxury
Doppi centri per Raffaele Romano e Evelyn Pöhl

Di un battito di ciglia, Sharpmon conferma le previsioni e regala al rossoblù di Balzarini il premio Richard. Ma ce n’è voluta per mettere a bada un Luxury Baby mai domo e regolato per una testa sul palo, dopo una corsa al cloroformio per i primi due terzi riscattata da un crescendo finale e da una dirittura inadatta ai deboli di cuore.
Orfani di Crocicchio ritirato a inizio pomeriggio, in cinque si sono presentati ai nastri, tutti con poca voglia di prendersi la briga di tirare il gruppo. Con Sharpmon e Luxury Baby impegnati in stretta, vicendevole marcatura, Vency (training di Favero e colori Siba) a camminare sulle uova per non pestare i piedi ai più attesi, e Gulltop posizionato in coda, per inerzia davanti finiva Helmut. Probabilmente non era nei piani di Faltejsek, che trascinava il plotoncino per la prima parte. All’ingresso della penultima curva, Romano decideva che era l’ora di provarci e iniziava la progressione, Fuhrmann rimaneva a ruota ma un’imprecisione sul muro di metà retta dava pepe alla corsa: Luxury scavava un paio di lunghezze di margine e Sharpmon doveva impegnarsi per non perdere l’attimo. Lo strappo veniva ricucito lungo la piegata finale e l’attacco giungeva già all’accesso della retta, salto alla pari e via alla volata, Sharpmon rubava il tempo senza però spiccare il volo, e allora il Baby tirava fuori orgoglio da grande e rimaneva incollato al’avversario, lasciando il pubblico incollato alla sedia a seguire un testa a testa che… di una testa premiava Sharpmon. «Più dura del previsto – osservava Dirk Fuhrmann in premiazione – non me la sentivo di andare all’avanguardia, poi Sharpmon ha mal digerito il muro proprio quando Luxury Baby si impegnava nel massimo sforzo, in retta dopo il sorpasso pensavo di aver chiuso il match invece ho dovuto “menare” fino in fondo».
Corsa a parte per gli altri, Vency non vale i primi due ma è meglio degli altri e infatti, senza infamia e senza lode, si è portato a casa la terza piazza, poi lontano il due Bodei, Helmut-Gulltop.

Nel sottoclou, i 3.300 del Lions Club Maiense per siepisti di 4 anni, ritirato Neroloto, Ganeden e Shakermaker si sono ritrovati faccia a faccia in dirittura come nel precedente di fine luglio. Questa volta però, a perizia invertita, l’esito si è ribaltato, e Columbu è riuscito a salvarsi di un nulla dall’affondo di Shaker lanciato a centro pista da Romano. Secondo abitudine, lungo il trasferimento era proprio Ganeden a menare le danze, alla sua coda il resto della ciurma seguiva a moduli variabili e perdeva a metà strada Tiparlo e Never Again, ribaltatisi sulla siepe dell’oxer. Al momento del dunque l’allungo di Ganeden che annacquava la resistenza dalla quale emergeva Shakermaker, e mentre i due scrivevano il finale sopra descritto dietro chiudeva terzo Tammy’n Classy, quarto Universe of Gracie, poi Budapest.
Sulle siepi anche l’apertura di giornata, premio Dolomiten, nel quale Mister Nikos ha disposto come ha voluto degli avversari. Visti i ritmi bassi, ben presto Romano si incaricava dell’andatura, giocava un po’ all’elastico senza mai farsi avvicinare seriamente, così in dirittura amministrava il vantaggio evitando patemi, Margine Rosso pur al rientro timbrava la seconda piazza davanti a Goldrun e Tripper’s Wing.

Finale al cardiopalma nella vendere per tre anni, premio Stelvio in cui il rush bruciante dell’ospite slovacco Night Rider fulminava l’altrettanto buon finale di Flying Frankie che a sua volta lasciva di stucco a pochi metri dal traguardo Rio Honey, leader dall’inizio.

Epilogo già visto nell’Associazione Arma di Cavalleria, il cross sui 5.000 con vista sul Nazioni. La scrematura l’ha fatta ancora una volta la gabbia di siepi, passata dai due davanti ovvero Lutin des Bordes e Fatal Mac, mentre dietro Sir Bahhare rifiutava il passaggio centrale facendo da tappo. Desistevano Black Diamond, Clue e lo stesso Sir Bahhare, al secondo tentativo invece staccava il lasciapassare Radslav ma gli altri nel frattempo erano ben lontani. Nemmeno questa volta Lutin riusciva a scrollarsi di dosso l’oppositore, e i giochi in dirittura apparivano dunque già scritti, Fatal Mac aggrediva dopo l’ultima e chiudeva il discorso per il secondo centro giornaliero di Romano. A distanza siderale finiva anche Radslav.

Giornata da copertina anche per Evelyn Pöhl, l’amazzone meranese che ha colto due affermazioni in sella a Dragon Fly (sui 2.200 del Clemente Papi-Trofeo Agri) e a Grey Power (Premio Zaini sui 1.500), sfiorando un clamoroso tris in chiusura sul miglio del Tesimo, seconda con Acqua Pazza di mezza lunghezza dietro a Felegara (Claudia Wendel).

Prossima giornata di corse domenica 6 settembre, in programma il Premio Unire, gruppo 3 dotato di 55.000 euro per steepler di cinque anni e oltre in preparazione al Gran Premio Merano Forst.

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