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Merano: Sharstar punta al Richard

Ippodromo MeranoStringato che più non si può, il Premio Unire versione 2009 veste abito grigio. Tre mantelli color cenere e una punta ceca misurano il grado di condizione di Sharstar, cinque in tutto ai nastri, pochi non c’è dubbio ma la fresca lezione del Richard, con un arrivo al batticuore come poche altre volte, insegna che non sempre pochi partenti corrispondono a poche emozioni. E poi, appunto, c’è Sharstar, la vedette del nostro ostacolismo, che comunque vada fa e farà notizia.

Sui 4.500 dello steeple riappare dunque lo “special one” targato Casieri, la cui stagione è stata architettata per il bis nel Gran Premio che equivarrebbe per Favero e Romano a un tris sull’albo d’oro. Chi probabilmente ritroverà come compagno di viaggio nel “Merano” è Duero (primo grigio), test probante visto che il globetrotter di quel guascone di Wroblewski ha già dimostrato di che pasta è fatto. Molto dipenderà se la pioggia avrà reso il terreno di Maia una palude, territorio nel quale Duero non sguazza a meraviglia. Se così dovesse essere, le minacce più consistenti dovrebbero rivelarsi due novelli steepler, Exit Equity (secondo grigio) e Sherento, iniziati alla specialità nel Pollio di metà agosto. Alla scarsa esperienza nel settore contrappongono carriere di tutto rispetto, che infortuni più o meno seri hanno sbiadito. Exit Equity il Pollio l’ha vinto, Franco Contu spera incappi in una giornata di luna giusta perché il carattere volubile del grigio Amalita rappresenta un’incognita. Sherento del Pollio è il secondo, Vana punta su di lui anche perché sfogliando la margherita tanti altri petali non gli sono rimasti in mano.
Valletto di Sharstar sarà Kaldouko (terzo grigio), non proprio un Carneade ma poco ci manca, entrato nel cast di Favero nel 2008 dopo discreti trascorsi in Francia, comparso in una condizionata a Milano e subito fermato. Rientra dunque da un anno e mezzo, difficile ritagliarli ruolo diverso da quello di accompagnatore di Sharstar.
Al fuoriclasse in biancoverde – che rende tre chili a tutti - il popolo di Maia si affida così ancora una volta per accendere la fantasia. A primavera, il passaggio di età ha consegnato un campione ancor più diligente di quanto non fosse a quattro anni. Primo al rientro nel Val di Non, secondo dopo marcia tribolata nel traffico del Durini, e poi il centro nel Grande Steeple d’Europa, di cuore e di classe sul sorpresone Terracon, il grande assente di questo Unire. «Gioca sempre al risparmio, sbaglia praticamente niente, e quando gli chiedi lo sforzo non si tira mai indietro»: è quasi un ritornello quello che recita Raffaele Romano dopo i fine corsa. Contro questi, Sharstar vince anche con una condizione non al top: e così deve essere, quella è attesa per l’ultima domenica di settembre.

Il contorno dell’Unire è un mix speziato. Il sottoclou è il Premio Halling Joy, una siepi per debuttanti di quattro anni e oltre alla quale aderiscono in undici, cinque da oltre frontiera. Scartabellando tra le performance salta all’occhio Flashing Numbers, sei anni introdotto da Vana al nuovo mestiere: a tre anni correva le corse di gruppo, anche vincendo come nel Prix Eugene Adam (G.P. De Maisons-Laffitte, gruppo 2). Tra i nostri, i prospetti migliori sembrano Exotic Horse e La Sibilla (Favero) assieme a Furnasatt (colori Bodei).
I tre anni si ritrovano nel Renon, tutto ruota attorno a Cima Prince e al suo due su due (Prime Siepi e Trofeo Fiorio) da allungare, la compagna di training Super Faida è pericolosa ma già battuta, Flying Frankie ancora mastica amaro per la beffa di settimana scorsa (stampato sul palo), anche qui un paio di stranieri mettono abbondante pepe.
Ancora siepi nel Lagundo, discendente che raccoglie sei pretendenti con Alpha Prim top weight, chiude il cerchio dei jumper un altro discendente, il cross Premio Bellamonti, in cui Altrove è di un’altra categoria ma la paga con 79 chili, Iseia ne ha quattro e mezzo in meno, El Marunat è la scelta di Romano, gli altri sperano di far fruttare la differenza di peso.

Affollate le tre prove riservate a gentlemen e amazzoni, undici in media nelle gabbie su tre distanze diverse: il miglio nel Castel Coira, i 1.900 in pista piccola nel Lago di Caldonazzo, il miglio e mezzo nel Tarres.

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