Set 7

Merano: asso Sharstar per il pokerissimo di Favero

Ippodromo MeranoGià al tondino – un tondino compassato, con soli cinque attori – si guardava attorno come per dire «non preoccupatevi, siamo in pochi ma lo spettacolo ve lo garantisco». Sharstar con tutti gli occhi puntati addosso, Sharstar che, si sa, le promesse le mantiene. Una surplace annunciata et voilà, anche l’Unire in bacheca. E il sempre sobrio, riservato proprietario Rodolfo Casieri, lascia tradire qualche emozione volgendo il pensiero ai brividi da Gran Premio, trascinandosi appresso un Paolo Favero che ritrova il suo asso tirato a lustro in un pomeriggio da copertina in cui griffa il pokerissimo (cinque vittorie nelle cinque corse per saltatori), e un Raffaele Romano ancora una volta splendido interprete vicino all’en plein (quattro affermazioni su cinque uscite).

La cronaca dei 4.500 dell'Unire è doveroso omaggio a un solista la cui orchestra ha magistralmente eseguito lo spartito suonando compatta e senza sbavature. Per i primi due terzi è stata una marcia né blanda né forsennata, cadenzata da Faltejsek sul metronomo Duero nella cui ombra Romano posizionava Sharstar. Nessun patema sui salti, pochi sussulti fino a quando, all’approssimarsi dell’ultimo giro, Romano decideva che era ora di alzare i giri, e allora il baio di Casieri rispondeva presente, rilevava il comando, progrediva sul rettilineo opposto alle tribune con Duero ed Exit Equity a rimorchio. Da qui, lo show che vale da solo il prezzo del biglietto: Romano e Sharstar si tuffavano “nel” verticale e nella virata, leggiadra, sgraffignavano un paio di lunghezze, poi il cambio di passo all'ingresso in dirittura e l’allungo finale senza nessuno da sconfiggere, e senza nulla di pletorico perché fra tre settimane c’è un Gran Premio e la condizione è da affinare. Solo applausi e sorrisi, al rientro, tanti per Sharstar in un contesto in cui comunque nessuno degli altri ha di che lamentarsi.

Le dichiarazioni al dissellaggio incensano Sharstar. Nel suo italiano guascone, dice l’istrionico Greg Wroblewski, trainer di Duero: «Il secondo posto vale una vittoria, Duero ha fatto tutto quello che doveva fare, Faltejsek l’ha definito un computer. Sharstar è di un altro pianeta, noi siamo soddisfatti così, ora mantenimento verso un “Merano” da protagonisti». Francesco Contu è sulla stessa lunghezza d’onda: «Bene così, anche se il cavallo non era al 100 per cento. Comunque era pur sempre la sua seconda corsa in steeple, la distanza impegnativa: l’esito è positivo». Infine, Raffaele Romano: «Agli ultimi cento Sharstar sembrava fresco come in partenza, come sempre è un po’ pigro e qualche salto lo fa di rimessa: ordinaria amministrazione. Gli ho chiesto la volata perché al mattino è difficile trovare qualcuno che riesca a farlo lavorare fino in fondo». Grazie Raffaele, c’è un'altra corsa che ti aspetta e una nuova performance da favorito da onorare: e nel Renon, condizionata per tre anni, il jockey bresciano andava a firmare il quarto successo di giornata, grazie a Cima Prince che in molti marchiano di nuovo fenomeno, per quel suo modo semplice di disporre degli avversari già esibito nelle precedenti due esibizioni nella specialità. Questa volta come l’ultima la pappa gliel’ha preparata Super Faida, generosa battistrada fino a quando, sotto le tribune, Cima Prince ha messo la freccia e in un amen ha salutato chiudendo in scioltezza, lasciando alla Super il posto d’onore, terzo Ananas e gli altri alla frutta.

Il resto del pomeriggio è racconto del magic moment di Paolo Favero. Nel premio intitolato Halling Joy (l’allievo che per primo all’allenatore di Minio ha regalato la gioia del “Merano”), nemmeno la foto è riuscito a dividere sul traguardo Sughero e Skwar, spartitisi la prima posta nella corsa che schierava i quattro anni e oltre alla prima uscita da saltatori. Messo alla corda proprio da Sughero - che Favero lanciava all’esordio assoluto per i colori della Razza di Vulci e con Dirk Fuhrmann in sella – e da Furnasatt, con Flashing Numbers a ruota, il gruppo si sfilacciava ben presto anche a causa del dazio del debutto pagato più o meno da tutti. I tre di testa, agganciati da Exotic Horse e Skwar nel finale, giungevano in riserva in retta d’arrivo, lungo la quale Sughero in corda si manteneva in quota, tra gli altri l’unico a galoppare ancora era l’ospite Skwar che rinveniva all’esterno e, pur mal digerendo il salto finale, tornava su Sughero e lo accalappiava sull’ultimo tempo di galoppo. Dietro, per inerzia, Furnsatt su Exotic Horse e Flashing Numbers.
Agile l’affermazione di Mister Nikos – naturalmente Favero - in apertura, il Lagundo discendente per siepisti, nel quale il Mister e Perdono sintetizzavano a due una disputa che si risolveva alla siepe a metà del penultimo rettilineo, dove un’indecisione di Perdono lanciava il baio di Ludovica Albertoni che Raffaele Romano non doveva che assecondare per chiudere in bellezza davanti allo stesso Perdono, Joybee e Lady Lella, tutti a distacchi ben definiti.
Il cross di giornata, premio Bellamonti, si è risolto nel testa a testa, atteso, fra Miki Tango ed El Marunat. Romano in sella al secondo si faceva trascinare da Fuhrmann fino all’ingresso in retta d’arrivo, dove tra penultimo e ultimo salto piazzava la stoccata decisiva sverginando il palmares di El Marunat nella specialità.

Nelle prove per gentlemen e amazzoni, affermazioni per il tenace Astor e Ilaria Saggiomo nel Castel Coira (sul miglio), della prorompente Casta Diva con Filippo Perri nel Tarres (miglio e mezzo) e del sempreverde Boscoforte con Fabio Locatelli sui 1.900 del Lago di Caldonazzo.

Prossima giornata di corse domenica 13 settembre, in programma LV Corsa Siepi di Merano, gruppo 1 dotato di 82.000 euro.

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