Set 15

Merano: la classe Royal

Ippodromo MeranoNella Gran Siepi per il ceco Mougins ottimamente interpretato da Kousek
bissa il successo di due anni fa regolando Kandinskiy e Paracchini

Spesso scriviamo dell’imprevedibilità delle corse, e non è certo questa Gran Siepi che ci farà cambiare idea. Ci insegna però che, se tutto fila liscio e i copioni vengono rispettati, le linee dicono pur qualcosa. E così quando Royal Mougins, sagacemente mantenuto da Kousek alla portata della testa della corsa, si è presentato a tiro di Kandinskiy e Paracchini sulla piegata conclusiva, l’epilogo era già scritto.
E infatti, è bastato un amen al ceco di Jiri Charvat per imporre il suo sangue blu e bissare il successo del 2007, con un parziale portentoso tra penultima e ultima siepe, duecento metri volati all’esterno dei due rivali sopravanzati ancora prima del salto sotto la tribuna, prima della passerella finale galoppata assaporando la rivincita su Paracchini, l’usurpatore del trono della specialità. Un Paracchini che, lo diciamo, è apparso meno brillante del solito, incapace di imporre la sua potenza. E ci si è messo pure Kandinskiy a rompergli le uova nel paniere, prima negandogli di passare all’avanguardia nel giro finale, poi costringendolo alla seconda corsia lungo la piegata decisiva. L’affondo di Royal sarebbe stato comunque imparabile, e le sette lunghezze rifilate al secondo ci permettono di asserirlo, ma per la piazza d’onore forse Bartos non si sarebbe dovuto arrendere a Kandinskiy.
Già, Kandinskiy, eccellente battistrada fin da poco dopo il via visto che nessuno ne voleva sapere di dettare il ritmo. Romano ha fatto buon viso a cattivo gioco e abbisognando il baio della D’Altemps di passo ha preso in mano le redini della corsa, seguito da Paracchini e Royal Mougins in vicendevole, stretta marcatura, tra i quali si inseriva La Fille d’Or, l’attesa francesina che aveva rubato l’occhio al tondino per la sua eleganza. Lungo il trasferimento la compagnia perdeva Gilmour sulla prima diagonale, e di lì a poco Fuhrmann sfoderava un equilibrismo strappa-applausi per rimediare a un o “scherzetto” di Herode Quercus davanti alle tribune. Nell’ultima tornata la corsa montava di tono e come neve al sole si scioglievano il teutonico Our First Chesnut (inconsistente) e Charley (acerbo, poi fermato), quindi alla fine del rettilineo opposto agli spalti alzava bandiera bianca anche La Fille d’Or mentre Kandinskiy e Paracchini assistevano al Royal Mougins show.
Complimenti al terzetto, autore di una trama palpitante, e bravo anche a Herode Quercus che con pazienza ricuciva lo strappo e sgraffignava la quarta piazza alla sfinita La Fille d’Or.

«Sapevo che su questa distanza le carte in tavola sarebbero cambiate», esulta Jiri Kousek riferendosi alla sconfitta di tre settimane fa nell’Azienda di Soggiorno, chiusa a due lunghezze da Paracchini dopo 3.500 metri. «Il traino di Kandinskiy ci ha favorito, lo svolgimento della corsa anche, sono sempre riuscito a mantenermi in avanti senza scoprirmi. Sull’ultima curva dovevo solo guardarmi dai due salti, per il resto sapevo che il motore del figlio di Daylami era superiore». Un Royal in grande spolvero, a fronte di un Paracchini non al top: «Non era lo stesso di primavera – ammette Joseph Vana – e i tre chili resi hanno pesato». Soddisfatto Raffaele Romano per l’ottimo posto d’onore: «Kandinskiy ha dato sfoggio di una condizione sfavillante, ci siamo dovuti sobbarcare l’andatura perché lui è un passista , necessitavamo di ritmo e nessuno lo voleva imporre. Non abbiamo nulla da rimproverarci, siamo contenti». Infine James Reveley, per la prima volta a Maia: «La Fille d’Or ha mal digerito il tracciato, e sul finire della penultima dirittura mi ha fatto capire che non ne aveva più».

Alla Gran Siepi, Kousek era giunto sull’entusiasmo del colpo a sorpresa nello Spegasso, lo steeple intitolato al campione della Mantova nel quale si è imposto con Priscilliano. Posizionato in pancia al gruppo, e lasciati Sir Bahhare e Resque Remedy a menare le danze con Fantastic Swing preso a badare a quelli davanti piuttosto che a quelli dietro, Priscilliano si è ritrovato davanti di slancio al verticale, pronto ad approfittare sul penultimo rettilineo della caduta di Sir Bahhare al muro (dopo un avventuroso doppio travone) e del calo di Resque Remedy a corto d’ossigeno, mentre Silver Regent fuori dai giochi veniva fermato da Bartos. Kousek non è uno che si fa pregare e in breve scavava un solco decisivo, lasciando Miss Gabriella e Tivedo a debita distanza a battagliare per il secondo (nell’ordine dopo foto), e il favorito Fantastic Swing a raccogliere mestamente il quarto posto.
Inaspettato anche il risultato del Nalles, siepi a vender per quattro anni. Sfiancato Venarossa lungo il trasferimento, all’ingresso dell’ultima piegata Veddasca anticipava i favoriti Shamateur e Darssio fuggendo via e premiando il tempismo di Columbu che nel finale doveva solo gestire il vantaggio e un ultimo salto con parabola “esagerata”, mentre i due più attesi, accantonate le velleità di successo, mandavano in scena il testa a testa risolto da Darssio. E per ricordare (vedi sopra) che le corse sono imprevedibili, favoriti kappaò anche nella siepi loro riservata, lo Slingia in cui Doux Amer faceva tesoro del pesino disperdendo gli avversari, giunti a distanza siderale capeggiati da Pucon.

Colori meranesi alla ribalta, infine, nelle piane. Andrea Zambarda ha sfoderato un fantastico uno-due in sella ai suoi Libare (Premio Ippodromo di München-Riem, 1.600) e Seaward (San Genesio, sempre 1.600), mentre sul miglio e mezzo del Premio Sai Assicurazioni Giuseppe De Moliner ha potuto gioire della rivincita di Waldbrand su Dragon Fly, grazie alla sempre affidabile interpretazione di Ricky Belluco.

Prossima giornata di corse domenica 20 settembre, con la Corsa Siepi dei 4 anni (gruppo 2) e il Premio delle Nazioni a spartirsi le luci della ribalta. Poi, domenica 27 settembre, il 70° Gran Premio Merano Forst.

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