Ott 30

Arcoveggio: domani il GP della Vittoria

Ippodromo BolognaUn cavallo plurimilionario sfidato da dieci agguerritissimi concorrenti, una formula originale per distanza, i 2460 metri, partenza ai nastri e schema tattico (il rooster determinato da una perizia che assegna i numeri migliori ai soggetti di minore caratura tecnica): tutto contribuise a rendere unico nel suo genere il big event felsineo.
Nel cartellone dell'edizione 2009 del Gran Premio Vittoria campeggia a caratteri cubitali il nome di Opal Viking, campione scandinavo che vanta vincite per oltre due milioni di euro ed esibisce nel vasto curriculum vittorie in tutte le maggiori prove italiane e prestigiosi piazzamenti, tra tutti un prezioso podio nel Grand Prix D'Amerique. E' lui il maggior aspirante ad entrare nell'autorevole Albo d'oro insieme a campioni come Timothy T, Top Hanover e Haustable Hornline.
Collocazione severa per il nove anni guidato dal top driver italiano Roberto Andreghetti, con partenza da meno venti metri rispetto ad una referenziata concorrenza capitanata dalla virago del trotto tricolore, quella Fitzgerald Bigi che Andrea e Giuseppe Guzzinati mantengono in invidiabili condizioni atletiche con performance dall'elevato standing cronometrico non disdegnando proficue incursioni in terra francese. Risaliamo lo schieramento trovando al nove un fighter del livello di Libeccio Grif, splendida realizzazione di Marco Smorgon che con il figlio dello yankee Andover Hall si è ascritto quest'anno il Gran Premio Città di Napoli e nel 2008 ha raggiunto il terzo gradino del podio nel Derby vinto dalla conterranea Lana Del Rio. Si avanza di un numero per trovare Orlando Karsk, scandinavo che rappresenta l'oggetto misterioso della corsa, anche se la guida di Enrico Bellei, il training di Holger Ehlert, aggiunti a qualche piazzamento ad alto livello in quel di Parigi rappresentano un buon viatico per il giovane portacolori della italiana Winner Stable. Seconda fila un po' scomoda per l'amletico Geox, soggetto grintoso e veloce non sempre disponibile all'impiego ma al via con il benestare del suo mentore Pietro Gubellini che ne garantisce forma al top e feeling con lo schema, mentre per Illy Pan l'avventura sotto le Due Torri rappresenta una promozione dopo due sfortunate performance e un'estate vissuta da assoluto protagonista sempre in coppia con uno dei beniamini della tribuna dell'Arcoveggio, il bolognese doc Moreno Maccagnani. La novità dell'avvio con i nastri non sembra preoccupare l'entourage di Lotar Bi, ennesima creazione di Mauro Baroncini che affida le sorti agonistiche del suo quattro anni alle scelte tattiche di Roberto Vecchione, driver che sta vivendo un 2009 ad altissimo livello con molteplici successi in ambito classico, mentre il numero quattro sul sellino di Leroy Giò rappresenta per il cadetto di Andrea Farolfi un favorevole trampolino di lancio verso la testa della corsa, nonché una seria ipoteca per un ben retribuito posto nel marcatore. Giumenta dall'accattivante modello e dal generoso incedere, Self Admirer giunge a Bologna dopo un'intensa stagione vissuta ai limiti dell'eccellenza, con vittorie nei clou a promuoverne la partecipazione al great event odierno, nel quale l'allieva di Ove Kristofferssonn metterà in campo parziale di classe e la sua proverbiale grinta. Per Flamengo Font e Lamberto Guzzinati il Vittoria è il punto di partenza per un autunno dal sapore di mission impossibile, avendo il milanese Gran Premio delle Nazioni nel mirino. Chiudiamo la disamina con Letter From Om, vincitrice del Gran Premio Italia Filly, che ritorna sull'anello di Via Corticella in compagnia del suo talentuoso scopritore Paolo Romanelli sperando in una rivincita, dopo uno scorcio stagionale piuttosto avaro di soddisfazioni.
Nell'occasione sarà premiato da HippoGroup Bologna, Cesena e Torino Enrico Bellei come "Driver dei Puledri 2009", vincitore della classifica nella quale precede Santo Mollo e Roberto Andreghetti: il riconoscimento, promosso dalla rivista tecnica Dati Statistici di Giorgio Mihalich fin dal 1987, viene assegnato ai guidatori che più riescono a valorizzare i puledri, quindi il futuro stesso dello sport ippico.

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