Ott 5

Vinovo: 50 estati fa

Ippodromo TorinoA cinquant’anni dal fatto sportivo e mediatico più importante mai avvenuto nel nostro paese, il passaggio di mezzo secolo è stata l’occasione giusta per riassaporare immagini fascinose, una primizia della tv a colore, capaci di esaltare la manifestazione e renderla unica nella storia, consacrandola,per noi italiani e non solo, quale l’Olimpiade più riuscita di sempre.
E come contraddire questa tesi, quando in quelle poche settimane seppero affacciarsi alla leggenda alcuni atleti che avrebbero di lì a poco saputo trascendere lo sport per invadere prepotentemente altri ambiti?
Cassius Clay, Wilma Rudolph, lo scalzo maratoneta Abebe Bikila rappresentarono gli acuti sportivi di quei giorni, nei quali lo sport italiano seppe esaltarsi grazie a 36 medaglie, di cui dieci d’oro, tra le quali spiccavano il pugile Nino Benvenuti e il velocista torinese Livio Berruti.
Proprio quest’ultimo è stato accolto all’ippodromo nel pomeriggio di domenica 3 ottobre; HippoGroup Torinese non ha voluto mancare ai festeggiamenti per le cinquanta stagioni dei duecento metri più famosi dell’atletica italiana, quelli nei quali Berruti seppe finire davanti agli sprinter americani, per la prima volta sconfitti, eguagliando il record del mondo in 20.5”, mettendosi al collo il fregio che, più degli altri, sembra resistere alle pieghe del tempo.
Livio Berruti ha presenziato con piacere al convegno di corse, raccontando al microfono le emozioni di chi dopo tanti anni non si stufa di ricevere consensi e riconoscimenti, rivedendo insieme ai tanti appassionati le immagini di quel pomeriggio romano nel quale uno smilzo e occhialuto ragazzo torinese seppe conquistare il mondo, dopo aver iniziato casualmente con la velocità nelle gare scolastiche del Liceo Cavour, lo storico ginnasio torinese i cui allievi dei nostri giorni sono stati coinvolti fin dal mattino, misurandosi in alcune gare di velocità che hanno avuto come inedito teatro la dirittura dell’ippodromo.
Tra una corsa e l’altra, di premiazione in premiazione, Berruti ha tenuto banco per tutto il pomeriggio, accompagnato da una nutrita corte di atleti piemontesi, olimpionici e non, ben lieti di presenziare all’ennesimo ricordo di quell’estate unica ed irripetibile.
In testa al corteo Maurizio Damilano, solo un bambino nel 1960 ma a sua volta capace di vincere un oro olimpico, nella venti chilometri di marcia a Mosca nel 1980.
Dalle parole dei protagonisti più longevi, si è riassaporata in concreto l’atmosfera di quello sport, più umano e genuino, meno mediatizzato e succube delle logiche commerciali, nel quale c’era lo spazio per aneddoti rosa e di colore, pur nell’ambito di discipline che grazie a interpreti unici ebbero modo di vivere momenti irripetibili.
Nutrita e qualificata la presenza istituzionale, che non ha fatto mancare il sostegno all’iniziativa, cogliendo l’occasione per fare il punto sullo stato di salute dello sport torinese, partendo dall’analisi delle sue fondamenta, ovvero la dimensione giovanile.
Il clou del pomeriggio si è vissuto a margine della prova di centro, intitolata allo stesso Berruti e mirabilmente siglata da Max Castaldo e Leader del Pino da 1.12.4; per il grande velocista quasi un tuffo nel passato, avendo preso parte qualche anno addietro ad una riuscita edizione della Corsa delle Stelle, nella quale giunse terzo tastando con mano l’emozione del sulky.
Cinquanta estati dopo resta solo da dire: grazie Livio!!!

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