Set 3

Vinovo: il Marangoni cerca leader per il Derby

Ippodromo TorinoTempo d'autunno: per i cavalli di tre anni il periodo è basilare, perché da queste ore in poi si corre con un sol pensiero, garantirsi la miglior forma in vista del Nastro Azzurro, quel Derby che si disputa una sola volta nella vita, per l'appunto all'età di tre anni.
Il Gran Premio Avv. Carlo Marangoni, proposto in double-face, una prova open riservata a maschi e femmine con un montepremi di 220mila euro e un'altra (il cosiddetto Filly) meno ricca per sole femmine, è imbevuto di questi concetti, gara cioè che definisce e caratterizza i volti dei protagonisti assoluti della generazione.
Torino, come sempre sarà veritiera, perché le rette lunghissime della pista garantiscono in modo drastico una selezione che premia in modo metodico e disarmante, solo e sempre, cavalli di qualità. E dunque vincere il Marangoni significa mettere una firma di assoluto prestigio in vista del "gran finale" della generazione, che si svolgerà come sempre sulla pista romana di Tordivalle a inizio ottobre.
Nell'ambito maschile, il Marangoni nasce inderogabilmente sotto la stella di Owen Cr, un cavallo che merita di essere raccontato perché ha sin qui vissuto due vite. Guidato ed interpretato da casa Nuti (prima il padre Angelo, poi il figlio Davide) fino alla fine del 2010, Owen Cr viaggiava con la pelle da onesto cavallo da corsa e vinceva una somma di denaro che gli garantiva se non altro la stabilità della propria vita, qualcosa in meno di 8.000 euro. Ma i proprietari - la scuderia Brianza - credevano che in quei muscoli ed in quella testa ci fossero energie superiori. Così ecco il cambio di guida e soprattutto di preparazione ed il passaggio all'allenamento di casa Gubellini e di quel personaggio incredibile che si chiama Rantanen. I lavori nel sabbione ed i lunghi acuti sulla pista dritta del “training camp” di Bareggio hanno favorito il fiorire di un cavallo assolutamente diverso, basti considerare che da quando è nelle mani del team più scatenato del nord Italia Owen Cr ha portato a casa, spazio 4 corse, l'irripetibile somma di 267.000 euro. Con questo pedigree, ma soprattutto con questi fantastici mezzi, Owen Cr si propone come il netto favorito della prova open.
Gli altri, con franchezza, sembrano inferiori, a partire da Obama Gar, che si è sin qui proposto con il runner up, l'alternativa naturale di questa generazione. Un Obama Gar incorso nelle sanzioni del doping e che continua però a correre in attesa di una decisione della giudicante commissione Unire. Ha una chance anche Orione Vil, che ha avuto in sorte il numero uno di steccato e che pare in grado di monetizzare il solido vantaggio tattico, gli altri sembrano destinati a correre per ciò che resta, a partite da Odino Jet e Odinga (rispettivamente nella scia di Orione Vil e Owen CR, in seconda fila).
Otto Brooke Bar ha l'11 e rappresenta assieme al compagno di allenamento On The Way Grif la piazza torinese, stranamente povera di maschi di punta, ma è la casualità dei cavalli, sulla quale è impossibile confidare in modo matematico. Marco Smorgon affida il primo a Davide Nuti e tiene per se Otto Brooke Bar. E’ lecito pensare a buone prove dei cavalli proposti da uno dei migliori professionisti della piazza.
Tra le femmine c'è un altro soggetto che brilla in modo palese, parliamo dell'aggressiva Orleans Om, appartenente al presidente dei gentlemen Cesare Meli. Orleans ha vinto lo scudetto delle femmine di 3 anni sul piede di 13"5 ed ha vinto le prove Filly del Cacciari a Modena, classificandosi seconda nel Nazionale Filly. In sintesi, una garanzia e soprattutto una costanza di rendimento. Pretendono una chance per un piazzamento Ofelia Bi, sempre a premio nelle 4 prove di gruppo sin qui disputate, Occhiata Jet e One Dream Grif (ancora Marco Smorgon), costrette a numeri scomodi in seconda fila ma sin qui protagoniste della generazione. Ed infine una chance anche per Orsia, che Gocciadoro presenta nonostante il numero 11 d'avvio.

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