Dic 23

Arcoveggio: vigilia di Natale alle corse

Ippodromo BolognaUn riuscito palinsesto accoglierà i numerosi appassionati che decideranno di passare la vigilia di Natale all'Arcoveggio, occasione giusta per farsi gli auguri e darsi appuntamento a Santo Stefano ma anche di ammirare un clou riservato ai tre anni e caratterizzato da un parterre de roi numeroso e qualitativo. Driver di grido e cavalli dalla consolidata fama impreziosiscono il ricco miglio bolognese, con Enrico Bellei ed il suo Oblio Dei Venti a reggere il pronostico nonostante la forma poco indicativa del giovane allenato da Gennaro Casillo, mentre si sprecano le alternative, Oro Fks, per esempio, con Andreghetti in sulki e Holger Ehlert in regia, il duo made in Pradona, Overland Gar con il giovane Facci e Olgiata con il capo Lorenzo Baldi, ma anche il veneto Omero De Mura, atout di casa Trevellin con l'emergente Alessandro Fonte alla direzione tattica. L'apertura del convegno offre una consistente prebenda ai puledri, ormai prossimi al compleanno e pronti a offrire spettacolo sulla breve distanza, con la regolarità di Passione Car e la classe di Petra Axe all'esame di Parinaz ( Bellei), mentre alla seconda, i tre anni regalano una piacevole parentesi con Paolo Leoni e Olag Ek in grado di continuare sulla via aperta proprio a Bologna con un successo ed una medaglia di bronzo in suite. Tornano i due anni e siamo già alla terza corsa, miglio affollato e dalla difficile interpretazione tattica, con lo stacanovista Pole Position alle prese con un contesto plausibile in chiave podio, in caso di defaillance dello statuario allievo di Massimo Visco, ancora una briscola di marca Bellei nella piccola Pin Speed Ga Sm, mentre alla quarta scelta plebiscitaria per la coppia Gino Ross/Sandro Gori e alla quinta, pletora di partenti e tentativ odi ritorno al successo per la declassata Istrice Gianfi e la sua partner Elena Cossar. Riflettori ora sulle due prove poste in coda al programma, un miglio per cadetti con Nenè Degli Ulivi da seguire per la medaglia d'oro e da verificare in versione Matteo Legnani ed epilogo nel segno delle vecchie glorie, con Gin Cast a progettare fuga vincente e l'ardente Lover Roc all'inseguimento da quota meno venti. Buon Natale.

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Lo Stato fa fallire l'ippica, mette sul lastrico migliaia di famiglie e manda al macello oltre 15mila cavalli.

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ED AI MINISTRI DELL'ECONOMIA E FINANZE, DELLE POLITICHE AGRICOLE, DELLO SVILUPPO ECONOMICO E DEL LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Siamo arrivati alla resa finale: lo Stato taglia 100 milioni di euro e mette l'ippica italiana nelle condizioni di dover chiudere.
La recessione in corso ci ha abituati a vedere sui telegiornali lavoratori e sindacati che si battono, spesso con l'appoggio della popolazione, contro la chiusura di fabbriche a difesa dei posti di lavoro, anche di poche centinaia di lavoratori.
Nel nostro caso sono in ballo migliaia e migliaia di persone che saranno a breve senza lavoro, con effetti disastrosi anche sull'indotto.
Non si tratta di una crisi di aziende private che chiudono per errori propri, ma è lo Stato che fa fallire l'ippica, mette sul lastrico migliaia di famiglie e manda al macello oltre 15mila cavalli privilegiando giochi d'azzardo pericolosi per i giovani e le loro famiglie.
Lo Stato, dopo aver gestito in maniera distruttiva le scommesse ippiche attraverso l'AMMINISTAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO (AAMS), ha deciso di non sostenere più il settore.
Non si chiede un contributo per un settore in crisi, come impropriamente si vuol far credere, ma di un oggettivo risarcimento per i danni provocati dalla politica dissennata di AAMS e di un riconoscimento e una remunerazione per aver costruito sulle reti di distribuzione delle scommesse ippiche buona parte del grande sviluppo del "GIOCO PUBBLICO" che chiuderà il proprio bilancio 2011 con oltre 80 miliardi di Euro di movimento (di cui circa 11 per l'erario).
Ultimo segnale di una precisa strategia distruttiva del nostro mondo, lunedì scorso il Ministero dell'Economia ha avuto il coraggio di autorizzare le scommesse sulle corse virtuali realizzate con i computer quale prodotto sostitutivo dell'attuale competizione sportiva.
Al lettore offriamo tre Considerazioni, amareggiati di dover chiedere solidarietà per un'attività che è sempre stata finanziariamente autosufficiente prima della gestione AAMS, anche pagando imposte importanti (nel 2011 circa 180 milioni di Euro) e promuovendo l'Italia nel mondo con prestigiosi campioni quali Ribot, Tornese, Molvedo, Delfo, Ramonti, Falbrav, Varenne e tanti altri:

1^ CONSIDERAZIONE
E' possibile che lo Stato, che incasserà nel 2012 circa 12 miliardi di Euro di sole imposte dal "GIOCO PUBBLICO" sfruttando le reti ippiche e boicottando le nostre scommesse, non trovi risorse adeguate per non far fallire l'ippica italiana, attività di prestigio della nazione e di infinita valenza per un mondo agricolo in costante difficoltà e di grande valore socio-culturale che dà lavoro a migliaia di famiglie?

2^ CONSIDERAZIONE
E' possibile che lo Stato non senta la necessità di attuare una opportuna azione di governo, per invertire la politica di gestione delle scommesse da ristrutturare, unitamente all'organizzazione delle corse, garantendo un futuro all'intero settore ippico?

3^ CONSIDERAZIONE
Come può uno Stato che spesso interviene per salvare l'occupazione di aziende in difficoltà senza averne nessuna responsabilità, avallare la distruzione di diverse migliaia di posti di lavoro e l'eliminazione di 15mila cavalli, ben sapendo che la responsabilità è tutta Sua che attraverso AAMS (Ministero dell' Economia e delle Finanze) e UNIRE (Ministero dell'Agricoltura) ha gestito gli ultimi 12 anni senza lasciare nessun potere decisionale né agli ippodromi, né alle categorie ippiche?

APPELLO:

L'ippica italiana, pur consapevole della drammaticità del momento chiede alle autorità in indirizzo di voler prendere atto della disperata situazione del settore e di impegnarsi perché non venga disperso un patrimonio di lavoro, di sport e di cultura sempre autosufficiente da più di cent'anni.

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