Apr 16

Vinovo senza notturne

Guido MelziE' stato definitivamente varato il calendario nazionale dell'ippica italiana ed ancora una volta Torino ha ricevuto stracci e non rose. Dalle 65 giornate di gare del 2011 alle 54 concesse per il 2012 c'è un clamoroso decremento del 17%. Ma il tema di fondo, quello che balza agli occhi in modo palese, accecante, è il totale disinteresse, l'evidente disuguaglianza che l'area del Nord Ovest ippico costituita dalle piazze di Milano, Torino ed Albenga riceve dal Governo dell'ippica. E alla riduzione delle giornate di gara si aggiungono così "dimenticanze" che mettono in difficoltà sempre di più le società di corse ma soprattutto i proprietari dei cavalli, costretti a fantasticare viaggi un po' ovunque per trovare risorse....
Ma sentiamo l'amministratore delegato di HippoGroup Torinese, Guido Melzi d'Eril:
"Stando a questo calendario che contesto, Milano e Torino a luglio ed agosto svolgeranno praticamente attività zero. Milano avrà una manciata di giornate ad inizio luglio, Torino è stata invece cancellata in modo radicale dalla pretesa di operare nei mesi estivi, che da sempre rappresentano un bel momento di contatto con il pubblico. Torino di notte, by night, ha svolto un'attività di sicuro e consolidato prestigio la scorsa estate, regalando divertimento alla propria folta platea di appassionati e dimostrando ancora una volta di saper svolgere il proprio ruolo, di qualità ippica e comportamentale. Ma il mondo delle corse che ci troviamo ad affrontare quotidianamente si allontana sempre di più da questi valori: così Torino è stata trattata per come non merita, riduzione radicale delle giornate a disposizione e zero riunioni a luglio e ad agosto. Quella Torino che ha speso un milione e 300.000 euro per costruire il miglior impianto luci d'Italia. Quella Torino che ha chiesto all'ASSI di correre a luglio ed agosto. Incredibile!"
"La cosa che colpisce maggiormente - prosegue Melzi - è l'insensibilità verso il prodotto spettacolo. Non consentire ad una piazza come quella che rappresento di operare in modo continuo ed imprenditoriale, permettendole di consolidare un progetto di comunicazione qualificante, tra le tante cose, ormai consolidato, è un gesto piccolo, che ferisce l'intelligenza di chi si prodiga per costruire ed affermare gli eventi e la cultura del cavallo da corsa"
Un'ippica che in assoluto non da buoni segnali di equilibrio: la rinuncia di Padova all'attività 2012 ha fatto sì che parte delle giornate destinate all'ippodromo patavino, sia stata riversata sull'anello di Treviso. Si è in sintesi tenuto conto dell'importanza del territorio veneto. Ma con lo stesso principio il problema delle notturne che si legge come lo spettacolo per le metropoli e la particolare sostanza per il Nord Ovest, è stato risolto in tutt’altro modo.

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