Mag 29

Merano: Libitum e Budapest, che show

Ippodromo MeranoPorta la firma di Libitum la prima pagina nobile della stagione meranese. L'allievo della Vama ha siglato lo Staffe d'Oro con una disinvoltura tale da fare spellare le mani al pubblico, particolarmente folto nella sublime cornice di Maia, e a consentire qualche “sogno proibito” ad appassionati e osservatori. L'altra storia di copertina è riservata a Budapest che al rientro nel Durini ha lasciato agli avversari solo le briciole.
Il meglio dello steeple di oggi e domani: questo riservava il menù di Maia. Lo Staffe d'Oro per i 4 anni era l'ouverture della serie di prove di gruppo della riunione meranese, riservato ai giovani di belle speranze: beh, Libitum ha sfoderato un'autentica prova di forza. Se il suo problema era l'irruenza, pare sia stato risolto. Correndo a centro gruppo, dosato con sapienza da Romano, quando il jockey sulla curva finale gli ha sussurrato “puoi andare” ha messo le ali. “E' stato davvero diligente”, avrebbe detto nel dopo-corsa Raffaele, come parlando di uno studente talentuoso che, prima indisciplinato, ora ha messo la testa a posto e può davvero pensare in grande.
Paris Drive, il suo partner di allenamento e alla vigilia avversario più pericoloso, su questa pagina ha invece lasciato qualche sbavatura pur meritando la promozione. Lo ammette lo stesso Jan Faltejsek: “Stranamente impreciso in più di un'occasione”, ma tant'è, dopo prova sempre in avanti assieme a Babosso nel finale ha ancora respinto bene gli altri. Ovvero Crack Chichi e Babosso, le due new entry del trainer Favero che si presentavano per la prima volta sulla pista: con i suoi quattro nei primi quattro posti, l'allenatore meranese ha servito il poker nel clou del pomeriggio. Un colpaccio riuscito grazie anche alla scarsa verve degli altri, a partire da uno Slanesch “che pensavo un po' più in palla – ha commentato il trainer Contu - ha pagato caro la lunga inattività”, e da Regine, l'ospite ceca attesa al tavolo dei grandi e invece rimasta sempre nelle retrovie.
La bandiera ceca è comunque sventolata alta: merito di Budapest e del suo imparabile allungo. La trama era quella del Durini, una sorta di introduzione a quello che sarà fra tre settimana l'highlight della riunione primaverile, il Grande Steeple d'Europa. Ai nastri tutti i piazzati fra il 2° e il 5° posto dell'ultimo Gran Premio Merano Forst, in platea tanta curiosità per misurare le rispettive condizioni. Budapest non ha risentito per niente del lungo riposo in patria, quando sull'ultimo giro ha iniziato ad allungare il passo ha prima tirato il collo alla compagnia e poi l'ha salutata sul finale della curva conclusiva, mandando in onda in anticipo i titoli di coda. Agli altri non è rimasto che giocarsi la seconda moneta. Lottatore commovente, secondo è ancora Kandinskiy che non ha dato chance a Zarkali, terzo, di agganciarlo, quarto Pareto che sembra sempre lanciato con un attimo in ritardo per acciuffare risultati di maggior prestigio. Corsa palpitante, in cui purtroppo ha dovuto alzare bandiera bianca Sharpmon, una delle migliori espressioni delle recenti generazioni di saltatori che chiude qui una carriera da applausi.
Oltre che con Budapest, Josef Vana Jr primo sul palo anche in apertura di pomeriggio su Shan nella siepi per quattro anni con podio tutto rosa Favero grazie a Golden President e Jumping Wind. Sulle siepi c'erano anche i più vecchi, è spuntato l'ospite Ramblin Scout (in sella Jan Korpas) che ha regolato Achen e Czat.
Nelle prove in piano per Gr e amazzoni urrà per Fortunato Mariotto su Auenjager, per Marco Ubaldi col suo Nobile Imperatore e per Jessica Marcialis in coppia con Castelletto.

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