Nov 1

Domenica alle Capannelle la Tris e il Pr. GBI Roma

Ippodromo CapannelleSPLENDIDA EDIZIONE DEL PREMIO GBI ROMA IN UN POMERIGGIO RICCHISSIMO DI PARTENTI CON ANCHE IL RIBOT E IL CRITERIUM FEMMINILE E LA TRIS STRAORDINARIA. Il premio Roma è nella storia del nostro turf. La sua prima edizione è del 1911, ha dunque oltre 100 anni. La tradizione, le radici sono la vera forza della nostra ippica, riscoprirle, mantenerle è il primo dovere per pensare di continuare ad avere un ruolo importante nel contesto internazionale. Dopo la stupenda giornata del Lidia Tesio, Capannelle regala al suo pubblico ancora un pomeriggio di assoluto rilievo. Il suo autunno non si arresta, rilancia e prosegue. Il premio GBI Roma è la seconda corsa di gruppo uno del calendario autunnale romano. Si affianca ad un’altra pattern di prestigio, quella dedicata a Ribot mentre il programma si completa con una listed dedicata alle giovani femmine di due anni, il Criterium Femminile e con un tradizionale handicap, il Palmieri. Prepariamoci dunque a vivere ancora una volta un momento importante e gioioso per il nostro turf. Il primo vincitore del premio Roma fu Dedalo, come ci informa l’albo d’oro che trovate pubblicato a parte. Era il 1911 e subito un anno dopo ecco la prima affermazione di Federico Tesio grazie a Salvator Rosa. Le prime tre edizioni del Roma si sono disputate sulla distanza dei 2700 metri, poi per cinque volte si corse sui 2100 metri ed ancora per altre sette sui 2200 metri. I primi 15 anni del Roma sono stati insomma agitati, alla ricerca della giusta distanza da percorrere che infine fu trovata negli allora molto selettivi 2800 metri che resistettero fino al 1988, anno in cui il Jockey Club Italiano decise di accorciare di 800 metri il percorso del Roma. Da allora ed ancora oggi si disputa sui 2000 metri, il classico doppio chilometro che in fondo è la distanza in cui si sostanzia la grande selezione del turf moderno. Quella delle Champion st. Scorrendo l’albo d’oro quando la corsa era sui 2800 metri non mancano certamente i nomi buoni come ad esempio quelli di Zuccarello, Buonarrota oppure Saccaroa ma ci si imbatte anche in quello di Worden che poi seppe ritagliarsi un ruolo molto importante come quello di nonno materno ad esempio di un campione assoluto come Grundy. Tissot vinse il suo Roma come due femmine importanti come Feria e Caorlina. Sono stati frequenti i doppi come quelli di Bacuco oppure Surdi. Vincitori illustri sono stati anche Veronese e Haseltine, il primo ospite a vincere fu Demi Deuil con in sella Henry Samani. Non manca la vittoria di Lester PIggot in sella ad Irvine un grigio che ebbe ragione dopo duello di Fernet. Il duello più epico fu quello che vide protagonisti Orsa Maggiore e Ribecourt, infiammò le tribune. Il Roma è stata anche la corsa che ha visto la inaspettata e anche incredibile per come è maturata sconfitta di Tony Bin Battuto da Orban che aveva accumulato un vantaggio pazzesco. Finalmente nel 1988 la distanza come detto è diventata quella attuale, i 2000 metri ed il primo laureato fu Welsh Guide che vestiva la stessa giubba che questo pomeriggio indosserà il favorito della corsa Priore Phillips, quella della scuderia Stema di Luciano Monaldi. Sui 2000 si sono affermati cavalli di notevole spessore come Misil, Sikeston, due volte Taipan ed Elle Danzig oppure Soldier Hollow ma alle Capannelle ha vinto anche Cherry Mix come anche gli altri ottimi Voilà Ici, Pressing, Rio de la Plata, Hunter Light fino all’ultimo laureato Feurblitz che aveva vinto anche il derby. Decisamente la distanza dei 2000 oltre che più attuale ha dato un impulso qualitativo all’albo d’oro. Che potrebbe arricchirsi anche del nome appunto di Priore Philip, 26 anni dopo Welsh Guide. Questo figlio di Dane Friendly ha vinto a due anni il Gran Criterium e un mese fa il Di Capua, due corse di assoluto prestigio che si disputano a Milano. Ha sempre corso intorno al miglio e a desso allarga il suo orizzonte attitudinale provando a ritagliarsi un ulteriore spazio elitario proprio sulla distanza regina. Lo sfidano in diversi ovviamente ed in particolare due ospiti di spessore. Uno è consueto con le nostre piste e si tratta di Oil of England che per due volte ha seguito al terzo posto un campione come Dylan Mouth che il rating internazionale ha valutato ben 116. L’altro ospite è una sorta di ultimo grido perché, in età non più giovane, ha palesato una crescita esponenziale fino a raggiungere una valutazione di 110 di rating dovuta all’assolo recentissimo in Francia nel prix Baboin una pattern appunto sui 2000. E’ stato supplementato e sarà un eccellente metro di paragone. Vestirà la giubba tradizionale della Zaro Awake My Soul che sulle nostre piste ha provato in un paio di occasioni. Ovviamente insieme agli altri italiani a cominciare da quel Duca di Mantova che si è palesato in forma smagliante a Milano nel Jockey Club ma il bel gruppo di protagonisti segnala anche il terzo dello scorso anno Occhio della Mente insieme a Ludovico il Moro e Dark Sea, poi ci sono Cleo Fan in grande progresso come lo stesso Slowpoke. Il Roma è davvero la tradizione, il Ribot è invece prova dal conio più recente ( del resto Ribot vinse a metà degli anni 50). Tuttavia l’albo d’oro di questo miglio probante, una sorta di ultimo trampolino di lancio verso il far east ovvero Hong Kong ed il suo meeting di dicembre, è ricco di nomi importanti come quelli di Ramonti che poi vinse proprio in Cina, Misil, Distant Way, Altieri, Dane Friendly che è il padre per chi ama i ricorsi cabalistici proprio di Priore Philip, Pressing, Worthadd e da ultimo Saint Bernard. Tutti nomi di cavalli con alte valutazioni nel rating internazionale. Sempre per chi ama la cabala giova dunque ricordare che per i colori della Incolinx Worthadd vinse ( oltre a tutto il resto ovviamente) il Ribot dopo essere stato eversore nel precedente Di Capua. Come è appena accaduto al suo compagno di colori Verdetto Finale che, sempre il destino, ha seguito in quella corsa proprio Priore Philip. Contro Verdetto ecco che proprio ancora da Milano dove ha fatto seconda nel Cumani scende un’altra ospite teutonica vale a dire Love Happens mentre per i colori di Godolphin ecco ad onorare la corsa Dancing Sands, una figlia di Dubawi di tre anni che ha appena vinto in listed dopo essere stata nell’anno terza a Velifendi nel gruppo tre sul miglio per femmine e in primavera sempre terza nel prix Imprudence. A sfidare i possibili primi attori saranno ad esempio il vincitore del Parioli Salford Secret che in quella circostanza sconfisse Priore Philip, poi ancora Kaspersky, Kramulkie, Monte Fanum, Lucky Serena che ha appena corso il Lidia Tesio, Porsenna, Rimbaud, Musicante di Breme, insomma anche qui un bel gruppo di ottimi protagonisti. Due pattern ma come detto anche una listed e tutta rosa. Il Criterium Femminile, nel ricordo sempre vivo di Manuela Tudini, non tradisce mai le attese che lo vogliono corsa spettacolare e con un buon numero di pretendenti. E’ una delle ultime occasioni per una due anni femmina di cogliere il black type che per una futura madre è ancora più prezioso e per questo che sui 1500 metri ci proveranno in molte nel segno di una tradizione recente ma già interessante e radicata nel nostro calendario. Sarà anche questa una corsa spettacolare grazie alla dozzina di “ragazze” in campo. Viviamo dunque anche questa probante e importante domenica perché sono le grandi giornate che danno dimensione al nostro turf e Roma sta proprio vivendo il suo grande autunno che quest’anno si arricchisce in maniera esponenziale perché appena terminerà la sequenza di domeniche importanti al galoppo inizierà la serie dei grandi pomeriggi dedicati al trotto d’eccellenza e sempre alle capannelle. In tutto questa volta le consuete sette corse diventano otto con anche il tradizionale premio Pamieri che ricorda una grande famiglia del nostro turf che in tre generazioni ha dato tantissimo al galoppo italiano grazie ai colori della Razza Spineta ( Handicap principale riuscitissimo con 14 al via e tris straordinaria) e la prova conclusiva del Campionato Internazionale Fegentri riservato ai Gentlemen che fa tappa alle Capannelle ed è un onore ed un evento che è meravigliosa cartina di tornasole di una ippica che ha ancora volontà e passione, quella che soltanto i gentlemen e le amazzoni possiedono.

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