Giu 22

Merano: resoconto di domenica 21 giugno 2015

Ippodromo MeranoColpaccio Chiaromonte, Arman re del cross e High Master da fuoriclasse. Dal mazzo di una bellissima Gran Siepi d’Italia esce la carta Chiaromonte; High Master domina il Criterium di Primavera con il piglio del dominatore; Arman con il suo ficcante finale timbra il Grande Steeple-Chase di Roma. È l’estrema sintesi della gran domenica dell’ippodromo di Merano premiata da un folto pubblico.
Il titolo principale lo merita Chiaromonte, favola alla meranese per i colori di Christian Ghiotti e il training di Ilenia Nero. Nelle preparazioni all’appuntamento, una volta finito davanti e una appena dietro al favorito Sol Invictus, aveva dato evidente impressione di poter centrare il bersaglio grosso. E così è stato nella Gran Siepi, ottimamente frequentata malgrado il ritiro dell’atteso Fafintadenient. Tenuto a bada nella seconda metà del gruppo da un sagace Ivan Cherchi, nel momento del dunque Chiaromonte ha scalato le posizioni e trovato il varco giusto all’ingresso in dirittura dove, dopo l’ultima siepe, ha ingaggiato – e vinto – un bel duello con il ceco Luminator che, anche lui dopo tattica attendista, aveva cercato di sfuggire all’ingresso della retta conclusiva. Terzo un buon Taquari calato nel finale, quarto Sol Invictus per il quale la distanza dei 4.000 rimane sempre un’incognita.
Il pomeriggio si era aperto con il cross-maratona, i 5 chilometri del Grande Steeple-Chase di Roma. Ara Gold aveva forse trovato la fuga giusta quando al verticale prima dell’ultima piegata un maldestro atterraggio scaraventava a terra Pastuszka, trasportato in ospedale vittima di una commozione cerebrale e sospette fratture costali. Rimanevano in tre a contendersi l’alloro, dopo il simultaneo ultimo salto la spuntava Arman lanciato da Vana Jr nel suo noto cambio di passo, secondo e terzo i più titolati Budapest e Dar Said.
Il Criterium di Primavera, laurea per siepisti di 4 anni, ha consacrato High Master. Il baio della Magog impressiona per potenza e duttilità tattica: questa volta col fido Bartos in sella ha salutato la compagnia all’ingresso in dirittura, allungo e partita finita. Podio per i due allievi di Romano, Makarenko e Green Paradise. È stata la seconda affermazione per Bartos e per Favero nel pomeriggio, le prima firmata da Romis sulle siepi del Premio Avelengo.
In piano, urrà per Evelin Poehl su Cafaggio, Helene Langmeier su Gusty Gale e Mario baratti ai comandi di Abbiati.
Prossima giornata di corse DOMENICA 28 GIUGNO.

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