Apr 29

Capannelle Galoppo: le corse di domenica 1 maggio

Capannelle Regina Elena 2013Aria di Derby. Ultima rifinitura nel Botticelli, ma Capannelle guarda gia’ al domani con le due tradizionali prove per i due anni di inizio maggio. Cominciamo bene a muovere e a tarare le lenti dei nostro binocoli perché questo pomeriggio di domenica primo maggio, tradizione e festa alle Capannelle da sempre, abbiamo un compito importante: inquadrare bene il prossimo derby del 22 maggio. Lo possiamo fare quando osserveremo con attenzione le vicende e le trame del premio Botticelli che sui 2100 metri della pista grande ci consegnerà un brevissimo elenco, massimo tre nomi, di cavalli che potranno anche vincere il prossimo Nastro Azzurro o almeno piazzarsi. Non lo affermiamo noi presuntuosamente ma, autorevolmente, ce lo ricorda l’Albo d’Oro di questa corsa che ha scolpito a caratteri cubitali anche i nomi di Rakti, Biz The Nurse e lo scorso anno Goldstream, appunto tre laureati di Blue Ribbon italiano. Non solo ma vincitori di Botticelli che poi hanno corso bene nel Derby si sprecano anche soltanto restano in anni recenti: Mr Richard, distanziato, Khafar, Distant Way, Monachesi, Permesso, Ansiei, Real Solution poi pattern winner in Usa, Steaming Kitten. E’ una corsa molto ma molto importante soprattutto negli ultimi 20 anni poiché prima, soprattutto quando il derby era soltanto riservato (fino ad inizio anni 80) agli indigeni la marcia di avvicinamento alla grande corsa era scandita dal milanese Filiberto e a Roma si avvicendavano Lazio e Scheibler fino appunto alla rimodulazione del programma che ha posto come tappa basilare il Botticelli appunto che si corre questa domenica a tre esatte dal pomeriggio sognato da ogni appassionato. Botticelli è stata una delle ultime creazioni del Mago di Dormello, ovviamente Federico Tesio, che lo ideò con il retro pensiero di produrre un Campione capace di poter affrontare grandi distanze, la scuola del tempo questo insegnava. Fu cosi quando pensò a Donatello, allo stesso Nearco, con entrambi inquadrò come traguardi finale il Paris sui 3000 metri, oppure nel dopo guerra con Tenerani (vinse la Goodwood Cup), forse lo stesso Toulouse Lautrec con il quale vinse il Milano sui 3000 e appunto, ultima creazione prima di Ribot (forse anche lui con quel fine ma fortunatamente dirottato sui 2400 di Arco e King George), con Botticelli che, Tesio era però morto da un anno, trionfò dopo aver vinto tutto in Italia anche nella Gold Cup di Ascot, circa 35 anni prima che dello stesso duplice trionfo di Le Moss di Carlo D’Alessio. Non si correrà solo nel nome di Botticelli nel pomeriggio ma anche in quello eccezionale di Marguerite Vernaut e del padre Toulouse Lautrec cui sono intitolate due tradizionali prove per i due anni al debutto. Marguerite Vernaut è stata la mirabile creazione di Orietta Hunyady Incisa che seppe disegnare un pedigree incredibilmente tradizionale e nello stesso, visti gli effetti, straordinariamente moderno dal momento che la femmina volante (vinse le Champion st), fu la prima cavalla italiana di sempre moderna nella accezione oggi dominante del termine ma pionieristica alla fine degli anni 50. Non solo, il nostro pomeriggio ci ricorda anche in Bruno Agriformi il fantino che vinse il Derby con Antelami che, ecco i ricorsi, era proprio un figlio di Botticelli e poi in Mario Coccia forse il più fine esperto di programmazione italiano di sempre. Capannelle e il turf italiano non recidono mai i legami con la tradizione e le proprie radici. Una listed di alto profilo, due corse importanti per i due anni al debutto e lanciati verso il domani, una prova per le femmine che pensano in grande, leggi anche Oaks, sulla distanza, una maiden per in tre anni sulla breve e per il resto perizie incerte e appassionanti. Tre volte la pista dritta, quattro volte la pista grande, tracciati sempre nel nome della selezione e con distanze dai 1000 ai 2100 metri. Dunque aria o atmosfera di Nastro Azzurro, accadrà quando scenderanno in pista i protagonisti del Botticelli che saranno otto sui 2100 della pista grande, vale a dire Azhor Azhai, Cantastorie, Freedom Bell, Lord Schekin, Speed of Sound, Suederosu, Time is Precious, Vettori Rules. Ci sarà il campione? Intanto vediamoci attentamente la corsa. Cosi come le altre a cominciare dai puledri (otto le femmine e dieci i maschi, ancora un bel segnale di continuità) per continuare con le femmine del Coccia che saranno solo quattro ma tutte in grado di chiedere il passaporto per le Oaks: Berneri, Lucky Concy, Miss Steff e Rabiosa Fiore. Buon divertimento, primo maggio di festa e di gioia in mezzo ai cavalli.
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