Nov 4

Capannelle Galoppo: le corse di domenica 6 novembre

Capannelle GaloppoIl pomeriggio piu’ atteso dell’autunno. Grande selezione alle Capannelle nel Roma Internazionale con in programma anche Aloisi, Berardelli e Criterium Femminile ed il Palmieri e’ Tris Straordinaria Stiamo per assistere probabilmente al pomeriggio più importante dell’anno e non soltanto a Capannelle. Ovviamente le grandi giornate tra Roma e Milano sono fortunatamente parecchie e sono tutte care al cuore del vero appassionato, basta pensare al derby day, al grande giorno di Oaks e Milano, a quello delle nostre ghinee che sono il Parioli e l’Elena, al giorno del Jockey Club e a quello appena vissuto proprio qui a Roma con la disputa del Lidia Tesio e non solo. Ebbene, prima tra pari grado, forse la giornata che stiamo per gustare va anche oltre perché è davvero l’ultimo momento alto di tutto l’anno ippico italiano ed europeo al galoppo ma Capannelle che ora è anche la casa del Trotto ci saprà regalare tante emozioni ad alto livello anche a dicembre. Il clou che da lustro e nobilita il cartellone è rappresentato dal premio Roma GBI Racing, una corsa di gruppo uno internazionale che da sempre è momento di omaggio del mondo del Turf italiano e romano alla città che ospita il suo ippodromo, la cui storia ultra centenaria si fonde mirabilmente con quella del costume e della società di Roma appunto. Capannelle è sempre stata una meta per il pubblico della città, in primavera spesso va anche al di là del momento squisitamente tecnico e diventa occasione, come anche in alcuni giorni di autunno o fine estate, per una scampagnata fuori porta che è sempre stata nelle abitudini e nel costume dei romani. La prima meta verso i Castelli sono proprio i prati di Capannelle con le sue corse, i suoi cavalli ma anche la sua accoglienza per grandi e bambini e il suo scenario incomparabile.
Il Roma day non è soltanto omaggio doveroso alla Città ma anche ovviamente istante di alta selezione tecnica nel Turf. Il premio Roma GBI Racing, corsa di gruppo uno internazionale, è fiore all’occhiello della nostra programmazione ed è parte della Storia del galoppo italiano. Affonda le sue radici in oltre un secolo di tradizione, quando le vicende del cavallo e le sue corse, le storie dell’impianto della Via Appia erano narrate persino da Gabriele D’Annunzio. Un mondo lontano forse ma con un messaggio attuale: saldare ancora una volta la società civile della città con un posto unico dove è possibile trascorrere un pomeriggio diverso, non soltanto animato dai cavalli e dalle corse ma anche pieno di altre possibilità di svago e soprattutto immerso in un polmone di verde che va appunto al di la del momento delle sole corse. Un impianto che è orgoglio per Roma. Le prime edizioni del premio Roma sono state quelle di segnate da un’ippica che ancora pagava un enorme tributo tecnico e di competenza nei confronti dell’Inghilterra da dove provenivano gran parte dei fantini e degli allenatori in attività ma subito dopo la prima guerra mondiale prendeva corpo e forma l’anima del turf italiano e non soltanto per l’enorme tributo di ingegno da parte di Federico Tesio. Il Roma è entrato immediatamente nell’immaginario collettivo del turf e la riprova è data dal fatto che i primi vincitori appartenevano a complessi di prima grandezza come la Razza di Besnate che apre l’albo d’oro, come Federico Tesio ovviamente a segno una infinità di volte ma come anche Sir Rholand che significava Felice Scheibler uno dei più grandi proprietari e allevatori di inizio 900, il vero primo anti Tesio della storia ippica. Il Conte oggi saluta gli appassionati proprio pochi metri dopo l’ingresso principale, la dove è collocata giustamente la sua statua che è testimone del tempo e della tradizione. Un grande vincitore nel primo quarto di secolo fu Frank Turner che allenava i propri effettivi e che si stabili in Italia creando una vera e propria dinastia proseguita con il figlio Luigi e con il nipote, oggi, Frank. Tutte le grandi scuderie che hanno scandito il divenire del galoppo italiano nella prima metà del 900 e anche oltre sono presenti nell’albo d’oro: la Mantova della famiglia Mantovani, il Soldo dei fratelli Crespi che vinsero a Parigi l’Arco di Trionfo nel 1934 con Crapom e Giuseppe De Montel altro proprietario storico capace di siglare la corsa più ambita del mondo, appunto l’Arco di Trionfo, grazie ad Ortello. Il dopo guerra vede al traguardo il primo vero vincitore estero e da allora gli ospiti hanno sempre nobilitato la corsa. 1952, un cavallo che è entrato poi nella storia del galoppo mondiale, Worden, uno degli avi materni più importanti per un lungo periodo. Dagli anni 50 fino ai nostri giorni il Roma è maggiormente nei ricordi degli appassionati che hanno ben chiara nella mente le affermazioni di campioni come Tissot, delle femmine Tema, Feria e Caorlina, dei due doppi siglati da Surdi e Bacuco per i colori, quest’ultimo, ancora meravigliosamente in attività della scuderia Fert che ha solcato quasi 70 anni di storia ippica. Una corsa che ispira la vittoria duplice,evidentemente, il Roma: a bersaglio due volte anche Duke of Marmalade, Taipan, Elle Danzig, Soldier Hollow. La storia del Roma meriterebbe un libro e non poche note rapide, per celebrare i grandi fantini, i bravissimi allenatori e le famose scuderie che ne hanno scandito le vicende. Una storia che comunque esige una piccola spiegazione: il Roma nasce come grande prova sulla distanza molto severa dei 2800 metri come pretendevano i canoni di selezione della prima parte abbondante del secolo. Una distanza che invece da un quarto di secolo e anche più è perfettamente in linea con la esigenza mondiale di selezione che individua nei 2000 metri la distanza forse ideale per il progresso genealogico del settore. E’ appunto quella che anche in questa domenica i protagonisti della corsa dovranno percorrere per fregiarsi, uno solo come impone la filosofia delle corse, del titolo di vincitore di gruppo uno. Una corsa pienamente all’altezza e grazie alla indispensabile presenza di ospiti stranieri, nel turf moderno il confronto globale è alla base ed è primario per la riuscita di una corsa. Cosi al termine della dirittura lunga, 850 metri, e severa saranno in tanti a provare a vincere e preventivamente di buon conio. E’ forte di un 114 di rating internazionale (Racing Post) Elliptique capace di siglare a Monaco di Baviera un gruppo uno sui 2000 metri che vedeva al terzo posto Potemkin (113) che in ottobre a Parigi si assegnava il prix Dollar sulla stessa distanza. Due cavalli con le carte assolutamente in regola. Integrati dalla presenza di un altro ospite, un tre anni questa volta, che potrebbe anche puntare al bersaglio pieno se tornato nella piena forma, mostrata anche a due anni e poi in primavera. Si tratta di Robin of Navan che a due anni ha fatto suo il Criterium de Saint Cloud, gruppo uno sui 2000, è stato secondo nel tradizionale Greffulhe, pattern che porta al derby francese dove però non si è piazzato. Gli ospiti sono davvero tanti perché ecco anche Wireless un miler che prova ad allungare dopo il buon quarto posto nel Wildenstein nel meeting dell’Arco di Trionfo a Parigi oppure il ben noto Diplomat che a maggio su questa stessa pista, distanza e tracciato ha fatto suo il premio Presidente della Repubblica. La risposta dei nostri colori si affida alla forma collaudata nel recente premio del Piazzale a Milano che ha visto svettare i due compagni Voice of Love e Circus Couture che fu secondo lo scorso anno ma dal Ribot corso molto bene arriva anche Basileus e la grande forma spinge al tentativo il qualitativo Bharuch. Saranno nove in tutto. Non solo Roma in questo pomeriggio che, come detto, è davvero fiore all’occhiello per tutta l’ippica e per la città.
I due anni hanno a disposizione il Guido Berardelli, la pattern che anticipa in un certo senso il domani classico visto che è sulla distanza, severa per un giovane, dei 1800 metri e che ricorda non soltanto il grande proprietario di Nuccio, vincitore di Arco di Trionfo parigino, ma anche il Presidente per antonomasia dell’Unire negli d’oro della seconda metà del 900. Il Berardelli una volta si chiamava premio Tevere, si disputava sul miglio ed era contro canto del milanese più celebre, il Gran Criterium. Il nome di Nearco, vero cavallo del secolo, illumina l’albo d’oro in maniera radiosa ma da questa corsa sono passati anche Astolfina, Maxim, Haseltine, Raimonda da Capua, persino Bolkonski prima di spiccare il volo verso la vittoria a Newmarket nelle Ghinee, insieme a Bob Back un altro internazionale a segno in pattern inglesi assolute, come ha fatto ma ad Hong Kong Gentlemen Only mentre Groom Tesse è passato di qui per poi vincere un anno dopo il derby. La curiosità sta nel fatto che un campione assoluto come Falbrav, ha detto di se in ogni parte del mondo, in questa corsa ha perduto, sconfitto da Mistero. Anche qui un ospite e allenato da un trainer che fa sempre enorme piacere vedere sulle nostre piste, Richard Hannon che sposta il suo Devil’s Bridge capace di giungere terzo in una corsa vinta da Solouen che vanta ragguardevoli riscontri internazionale visto che è il runner up del Lagardere e il terzo del Post Trophy. Una presenza che davvero nobilita la corsa che vivrà ovviamente anche dell’apporto dei nostri che sono Aethos, Amore Hass, Bridge Casadate, Devil’sd Bridge, Dulciboy, Holy Water, Luna Storta.
Carlo e Francesco Aloisi sono stati pilastri dell’ippica italiana, tanto dal punto di vista sportivo,grandi allevatori e proprietari sotto il nome della scuderia Metauro, un nome per tutti Orsa Maggiore, cosi come da quello istituzionale perché Carlo fu presidente Unire negli anni 60 e Franco ai vertici del Jockey Club negli anni 70 e 80. Nel loro indimenticabile ricordo la battaglia se la danno i flyer, i velocisti. Questa corsa era nata sui 1400 metri per fare da contraltare romano al milanese premio Chiusura, dal lignaggio ben maggiore. Opportunamente fu trasformata in prova per velocisti sui 1200 della pista dritta. Il campione uscente è Plusquemavie che si rimette in gioco. Rosendhal ha invece scandito le ultime annate con ben tre vittorie, una in condominio con Blu Constellation, il due anni italiano che è stato capace di ottenere la massima valutazione di rating al termine della sua annata. Da qui per due volte è sfrecciato vincitore un campione assoluto come Overdose, qui ha vinto Patapan, questa è stata anche la corsa di St Paul House. Chi sarà il vincitore 2016? Tutti contro il campione uscente Plusquemavie che vorrebbe completare un triplo da leggenda ovvero Aloisi, Tudini e di nuovo Aloisi. Tutto il meglio al momento della forma italiana sui 1200 si schiera contro Plusquemavie: Another Full Time, Axa Reim, Captain Chic, Evil Spell, Facia de Tola, Harlem Shake, Intense Life, Kathy Dream, Pivotal Rio, Trust You e Zapel. Che splendida giornata davvero. Tre pattern ma non soltanto.
Per le due anni di ottimo conio il programma prevede una listed, il Criterium Femminile sui 1500 metri nel ricordo di Manuela Tudini il cui cognome è nella storia del turf italiano con i colori di Roma, il giallo oro e il rosso e il nome Aterno. In campo, nella corsa che vide il successo di Dionisia e Cherry Collect, saranno in 10 e tutte cercheranno di conquistare il prezioso black type, viatico indispensabile per diventare in seguito fattrice.
Otto le corse nella giornata con anche un Handicap Principale che seleziona periziando, tutti sui 2200, tre anni e oltre (12 in campo) e soprattutto ricordando la famiglia Palmieri, Pietro che iniziò, che sotto il nome di Razza Spineta, la giubba blu tanto cara ai romani, ha scandito 30 anni di turf italiano grazie a due derbywinner come Braccio da Montone e Bonconte da Montefeltro, a vincitrici di Oaks o Elena come Azia, Adelaide Adams e Raimonda Capua oppure a campioni come Stefano di Cracovia o Isodoro di Carace o ancora Arnaldo da Brescia prima di Northjet, Timur Lang, Moon Ingraver. Una perizia cosi incerta non poteva che diventare tris: si parte dai 60 di Ouragane Gris e tra i tanti in campo attenti a Vischeto, Bianco Coniglio, Mossiere, Rubik, Fico senza Spine con Demeteor molto scarico.
In Alberto Lizza il programma del pomeriggio ricorda uno degli sportivi più appassionati, limpidi e dal conio purissimo, nel suo nome le femmine alla ricerca della prima affermazione. Ci sarà spazio anche per la prova del campionato internazionale Fegentri riservato ai Gentlemen. Quattro volte vedremo i cavalli lottare sulla pista grande in erba, una in quella in pista dritta, tre volte sulla preziosa pista all weather che permette, grazie all’indispensabile impianto di illuminazione di poter correre in inverno anche in orari più graditi al pubblico. Quanto alle distanze si andrà dai 1200 ai 2200 metri e naturalmente la struttura di capannelle si aprirà in ogni sua parte, tribune, servizi, ristoro, bar e ristorante panoramico, terrazza derby, parco giochi nuovissimo per i bambini alle necessità degli appassionati presenti nell’intento di provare a tornare ad essere al centro di quell’immaginario collettivo romano che ha sempre confortato con la sua passione la storia del complesso di capannelle.
In un pomeriggio cosi importante, cosi atteso, anche il momento di grande e maggiore intensa emozione: Luigi Camici, il Maestro per eccellenza nella difficile arte di allenare cavalli da corsa festeggia i suoi primi 90 anni. Camici, per tutti il sor Luigi, ha solcato la storia moderna del turf da protagonista e da testimone prezioso del tempo. E’ nel cuore di ogni autentico appassionato, di ogni vero ippico e non solo, le sue imprese, su tutte la leggendaria affermazione di Tony Bin nell’Arco di Trionfo a Parigi, sono patrimonio della cultura sportiva collettiva e vanto assoluto per il mondo del cavallo in ogni sua manifestazione. Tanti Auguri Maestro!
Qui i Commenti e i Pronostici della giornata.

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