Set 26

Fuhrman, tre volte nel Merano

Dirk Fuhrmann alza le braccia al cielo e mostra con le dita un "tre" per significare il terzo successo nel Merano. Dopo Scaligero e Kifti, arriva la vittoria della maturità per il trentacinquenne fantino "italiano di Germania o tedesco d'Italia" come egli stesso ama definirsi. "E' andato tutto secondo le previsioni - dichiara dopo la corsa - con Masini al fianco abbiamo costituito una coppia importante e ci siamo fatti l'andatura che volevamo. Avevo detto ad Aspel (il fantinio di Masini n.d.r.) che poteva anche stare dietro, ma alla fine ci siamo trova li assieme ed allora siamo andato. Kolorado è un grande cavallo e sono molto grato al dottor Olehla per avermi dato questa possibilità. Ora mi sono messo nella scia di Pieux e vediamo se magari l'anno prossimo riesco a raggiungerlo - scherza Fuhrmann allargando il suo sorriso - La corsa credo non abbia avuto storia - aggiunge poi - soprattutto quando i due più temibili avversari sono usciti dall'agone. Una gran bella vittoria, sono davvero contento". Molto soddisfatto anche Bartos che con Pessoa ha costruito un secondo posto proponendosi con veemenza nelle fasi finali: "Meglio di così non era possibile perche Kolorado è più forte - ha dichiarato dopo la corsa - abbiamo adottato una tattica attendista che al fine ha pagato al meglio". "Un calo nel finale ci ha costretti ad terzo posto - ha detto Myska del suo Bejrut - ma sono comunque contento. " Il più contento è certamente Raffaele Romano, unico non professionista in pista: "Sapevo di aver un buon cavallo a disposizione, senza problemi anche sui salti più impegnativi e sulla distanza. Abbiamo colto un quarto posto insperato alla vigilia, davanti a nomi sulla carta certamente più reboanti, quindi tutto ok". Fino all'ingresso nella curva conclusiva eravamo ancora in corsa - dice Monjon interprete di Lutin des Bordes - ma quando ho visto che io cominciavo a spingere mentre Kolorado, Masini, Pessoa e Bejrut erano ancora tutti in mano, ho pensato bene di badare e rimanere in quota per un buon piazzamento". Si rammarica Christoph Pieux: "Zarkaly è partito troppo lungo ed arrivare dall'altra parte dell'oxer indenni è stato impossibile" mentre Moravec fantino di Serge se la prende con la sfortuna: "Mi si è girata la sella e così sono finito incolpevole a terra, senza neanche entrare nel vivo della corsa". Jaques Ricou, leader dei fantini transalpini, si è infilato sotto la doccia senza commentare uno svarione parso ai più inspiegabile.

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