L'arte di correre, il dono di appartenere a tutti
Soffermarsi sulle vittorie di Varenne sarebbe superfluo: la sua carriera parla da sé e non ha eguali nella storia. C’è però un episodio non troppo distante che ci tengo a ricordare. Parlando con il suo driver, Gian Paolo Minnucci, mi è venuto spontaneo dirgli: «In realtà, non ti ho mai detto grazie per quello che hai fatto con Varenne».
La sua risposta è stata immediata e spiazzante nella sua semplicità: «Come dice sempre Giordano, Varenne è stato di tutti».
Un pensiero semplice, ma incredibilmente efficace. Proprio come lo era Varenne in pista. I veri campioni non appartengono a una sola scuderia o a un solo proprietario: appartengono a tutti, superano ogni confine. La loro grandezza, la purezza del gesto atletico e quella straordinaria naturalezza con cui lo compiono sono una vera e propria forma d’arte. E l'arte, per sua natura, appartiene al mondo intero.
Flavio Ricci